Oggi in pensione, ma precedentemente in servizio nei reparti di Ginecologia e ostetricia del Misericordia e Dolce e del Santo Stefano, ha preso per anni tre giorni liberi al mese, utilizzandoli per visite intramoenia in Veneto, anziché per accudire l’anziana madre malata.
Usufruiva dei giorni che gli spettavano in base alla Legge 104 per accudire l’anziana madre malata, salvo poi effettuare visite ginecologiche intramoenia. Un medico 67enne di origi venete, ora in pensione, ma precedentemente in servizio a Prato (prima all’ospedale Misericordia e Dolce, poi al Santo Stefano), è stato condannato a un anno e otto mesi (pena sospesa) per truffa ai danni dello Stato. Dovrà inoltre versare 14mila euro all’Ausl Toscana Centro, a titolo di provvisionale.
Le indagini dei carabinieri del Nas di Firenze , svolte attraverso pedinamenti e monitoragio con gps montato sull’auto, sono partite nel 2019, dopo una segnalazione interna. Il medico, che lavorava nel reparto di Ginecologia e ostetricia, ha preso per anni tre giorni liberi al mese, utilizzandoli per visite private in Veneto.
Sapeva di essere “sotto osservazione”, perché un anno prima della perquisizione aveva ricevuto un avvertimento. Nei mesi successivi, però, la sua condotta non è cambiata. Tra il 2012 e il 2019 ha intascato 33mila euro, guadagnati nei giorni di congedo. Si è difeso sostenendo che comunque trascorreva la notte a casa della madre per accudirla. Una giustificazione che non gli ha evitato la condanna. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 90 giorni.
Redazione Nurse Times
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