Home NT News Messina – Famigliari fratturano il setto nasale all’Infermiere prendendolo a calci e pugni dopo il decesso di un paziente
NT NewsRegionaliSicilia

Messina – Famigliari fratturano il setto nasale all’Infermiere prendendolo a calci e pugni dopo il decesso di un paziente

Condividi
Condividi

Ennesimo episodio di violenza ai danni di un infermiere. I fatti accaduti a Messina aggravano il bilancio delle aggressioni subite dagli operatori sanitari.

La vicenda è accaduta presso l’ospedale Papardo, in seguito al decesso di una paziente ricoverata nel reparto di Chirurgia del nosocomio siciliano.

La donna, degente da alcuni giorni presso l’unità operativa, sarebbe morta dopo in seguito a complicazioni del proprio quadro clinico, gia fortemente compromesso all’ingresso.

L’Infermiere, giunto in stanza per sostenere i famigliari nel momento della perdita e nell’elaborazione del lutto è stato circondato e malmenato dal gruppo di presenti.

Dopo essere stato spintonato e gettato a terra, è stato preso a calci e pugni riportando la frattura del setto nasale ed ematomi in ogni parte del corpo.

Simone Gussoni

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Leucemie, dal San Raffaele una nuova strategia immunoterapica
LombardiaNT NewsRegionali

“Siamo allo stremo”: infermieri del San Raffaele denunciano mancanze e aggressioni

Operatori del pronto soccorso segnalano carenza di personale, mancanza di presidi e...

Emilia RomagnaNT NewsRegionali

Da Sant’Orsola a Reggio Calabria: l’infermiere che lascia Bologna per il privato

Stipendi, affitti e aggressioni spingono professionisti dell’emergenza fuori dalle grandi città: il...

CittadinoEsami strumentaliNT News

Robot magnetico grande come un chicco di riso rivoluziona cura dei calcoli renali

Team canadese sviluppa un microrobot guidato da campo magnetico che frammenta e...

NT News

Essere infermieri oggi conviene ancora?

La domanda che nessuno vuole fare agli studenti C’è una domanda che...