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Malmenò due infermieri in PS: parente assolto dal giudice “perché il fatto non sussiste”

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Malmenò due infermieri in PS: parente assolto dal giudice “perché il fatto non sussiste”
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Malmenò ed insultò due infermieri in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Belcolle ma nonostante ciò è stato assolto con formula piena dal giudice Elisabetta Massimi “perché il fatto non sussute”.

Questo è quanto è emerso al termine del processo di primo grado che vede imputato il figlio di una paziente 94enne per lesioni aggravate, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Il fatto accadde durante la notte del 21 aprile 2014, nel giorno di Pasquetta di 5 anni fa. Dopo aver aggredito il personale sanitario, l’uomo ebbe anche il coraggio di denunciare quello che riteneva essere un grave caso di malasanità nei confronti della donna.

L’anziana manifestò un improvviso malore, mentre si trovava in auto insieme al figlio, alla nuora e ad altri due famigliari. Erano trascorse poche ore dal sostanzioso pasto di Pasqua. Il gruppo di persone si stava recando sul lago di Bolsena, in vista del pranzo di Pasquetta a Capodimonte.

Fatta immediatamente inversione, temendo che la poveretta potesse morire, il figlio si precipitò in Pronto Soccorso dove ebbe il primo battibecco con l’infermiere di Triage, subito insultato per non essere andato in strada con la sedia a rotelle per accogliere la paziente.

Anche la moglie dell’uomo partecipò esternando il propio disappunto in maniera piuttosto “colorita”. Un’infermiera avrebbe replicato: “E che facciamo sollevamento pesi?”.

L’imputato, avendo visto un cartello (finito nel fascicolo del processo) nel quale era riportata la dicitura “un accompagnatore”, ritenendo di averne diritto, avrebbe preteso di restare all’interno con la madre ultranovantenne, che invitandolo a restarle vicino, non gli lasciava la mano. Il personale lo avrebbe invitato ad allontanarsi e lui, secondo l’accusa, li avrebbe malmenati.

“Muovetevi coglioni vagabondi”, avrebbe poi apostrofato i due infermieri. Non sono però bastate le decine di testimonianze dei colleghi delle presunte vittime e di altri pazienti e parenti interrogati. Il giudice ha assolto con formula piena l’imputato, perché il fatto non sussiste. 

Simone Gussoni

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