Approvato per la prima volta un vaccino contro la malaria, una malattia che uccide ogni anno circa mezzo milione di persone, quasi tutte nell’Africa subsahariana: il via libera è arrivato oggi dall’Organizzazione mondiale della sanità.
La malaria (detta anche paludismo) è una parassitosi, malattia provocata da parassiti protozoi del genere Plasmodium (Regno Protista, Phylum Apicomplexa, Classe Sporozoea, Ordine Eucoccidiida). Fra le varie specie di parassita Plasmodium, quattro sono le più diffuse, ma la più pericolosa è il Plasmodium falciparum, con il più alto tasso di mortalità fra i soggetti infestati. Il serbatoio del parassita è costituito dagli individui infettati in maniera cronica. I vettori sono zanzare del genere Anopheles.
La malaria è la più diffusa fra tutte le parassitosi, con il suo quadro clinico di malattia febbrile acuta che si manifesta con segni di gravità diversa a seconda della specie infettante. La sua diffusione attuale non si limita alle aree tropicali dell’America del sud, dell’Africa e dell’Asia, ma interessa sporadicamente anche gli USA e altri paesi industrializzati, in cui casi clinici della malattia possono apparire a seguito di spostamenti di persone che contraggono la malattia in zone in cui essa è endemica. Si pensa che la malaria sia stata tra le cause dell’affermazione della Talassemia minor (e conseguente major) poiché, durante il medioevo, la malaria era molto diffusa in Europa e, in risposta a ciò, il gene corrispondente alla talassemia mutò spontaneamente rendendo la riproduzione del patogeno più complessa nel corpo umano.
Ultimi articoli pubblicati
- Defibrillatore scarico: anziano muore dopo arresto cardiaco. La denuncia del figlio infermiere
- Sanità Puglia: le ipotesi al vaglio della Regione per coprire il maxi buco di bilancio
- Giornata internazionale dell’infermiere (12 maggio), Opi Roma incontra i cittadini in piazza
- AIES: “Efficacia clinica e sicurezza dei mezzi di soccorso infermieristici piemontesi non sono in discussione”
- Asl BT prima in Puglia: parte il bando per infermieri di famiglia e comunità
Lascia un commento