Home Cittadino Benessere Dorian Gray e l’inesorabile scontro con il tempo
BenessereCittadino

Dorian Gray e l’inesorabile scontro con il tempo

Condividi
Dorian Gray e l’inesorabile scontro con il tempo
Condividi

Il ritratto di Dorian Gray dello scrittore inglese Oscar Wilde, ha come protagonista del romanzo un giovane molto bello da cui è impossibile non essere ammaliati. I lineamenti del viso di Dorian sono talmente superbi per bellezza, da destare un interesse particolare nel pittore Hallward, che ispirato da tanta armoniosità e purezza decide di fargli un ritratto.

Il lento, incessante scorrere del tempo è rivelato dal decadimento della forma corporea: invecchiamento fisiologico, patologico, cerebrale. È il tempo, il suo lento scorrere che diventa il fantasma sempre presente, il tempo si impossessa dei corpi e mostra loro quello che succede. 

Dorian fece un patto: lo specchio gli rimandava quello che era stato, il quadro, quello che stava diventando.

Si può intervenire rallentando la senescenza, ma non si può, ahimè, pretendere di realizzare il sogno della perpetua giovinezza, non si possono usare farmaci o interventi estetici con la fantasia inconscia di vincere, di sconfiggere la morte. Il tempo può derubare la bellezza, ma non la nostra autostima, la nostra dignità e la nostra memoria. 

È la memoria, infatti, la custode della nostra vita ma nello stesso tempo i ricordi aumentano in funzione del tempo passato e diminuisce il tempo che ci resta da vivere. Nel momento in cui si nega il processo di invecchiamento, si nega in realtà, la “realtà della morte”.

Gli individui come lui mancano del senso del sé, vivono in un continuo stato di irrealtà in un mondo costruito nella loro mente, frutto delle loro fantasie. Come Narciso sono innamorati della loro immagine, ripudiano le parti più profonde di sé a favore di quelle esteriori. 

Il gioco psichico che si instaura è quello di mantenere l’illusione del controllo della realtà, in un gioco di specchi in cui, se il corpo e il suo invecchiare non vengono accettati, il soggetto perde la realtà di sé. In questo gioco di specchi non c’è equilibrio tra corpo e mente, le parti interne, quelle che possono pensare, sentire, amare non vengono mai prese in considerazione.

Ed è così che secondo Wilde nel suo romanzo, l’arte e la vita, così come l’arte e l’amore, il palcoscenico e la realtà, diventano indistinguibili e legati da un coinvolgimento che rende schiavi gli uomini.  

Ultimi articoli pubblicati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
CittadinoEducazione SanitariaNT News

Boom delle dipendenze digitali tra i giovani: l’allarme del professor Sani (CEPID – Policlinico Gemelli)

Dalle sostanze chimiche di nuova generazione che invadono silenziosamente il mercato alle...

AlimentazioneCardiologiaCittadinoNT News

Il caffè fa bene al cuore? Sì, ma senza esagerare: non più di 5 tazze al giorno

Un nuovo documento scientifico dell’American Heart Association fa il punto sul rapporto...

CittadinoEducazione SanitariaNT News

L’aria condizionata acuisce rigidità cervicale e mal di schiena? Risponde l’esperto

Caldo, sbalzi di temperatura ed esposizione prolungata all’aria condizionata fanno aumentare rigidità...

CittadinoFarmacologiaNT News

Colesterolo LDL, ecco la svolta terapeutica: Fda approva il primo inibitore di PCSK9 in formulazione orale

La statunitense Food and Drug Administration (Fda) ha approvato il farmaco Lipfendra...