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Differenza di pressione tra le braccia: possibile spia di eventi cardiovasciolari

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Differenza di pressione tra le braccia: possibile spia di eventi cardiovasciolari
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Uno studio britannico sembra dimostrare una correlazione.

Esiste un nesso tra la differenza nella pressione sanguigna misurata nelle due braccia e la possibile insorgenza di eventi cardiovascolari. In particolare, lo scarto tra i due valori pressori (lad) può indicare un rischio maggiore se supera i 10 mmHg. Evento abbastanza frequente, se si pensa che la lad sistolica è presente nell’11% delle persone ipertese e nel 4% della popolazione generale.

E’ quanto emerge da uno studio britannico pubblicato su Hypertension. “Una differenza di 10 mmHg nella pressione arteriosa sistolica tra le braccia dovrebbe ora essere considerata come un limite superiore della norma – scrivono Christopher E. Clark, della University of Exeter Medical School, e colleghi -. Il controllo della pressione sanguigna in entrambe le braccia, oltre a scegliere quale braccio misurare per il rilevamento e la gestione della pressione alta, è una parte fondamentale della valutazione del rischio cardiovascolare e dovrebbe diventare pratica clinica di routine”.

Gli studioesi hanno esaminato i dati di 24 studi, per un totale di quasi 54mila partecipanti, scoprendo che una differenza superiore ai 5 mmHg era predittiva di mortalità per ogni causa, mortalità cardiovascolare ed eventi cardiovascolari. A ogni aumento di mmHg di lad corrispondeva un aumento del rischio previsto a dieci anni di mortalità per tutte le cause (circa l’1%) e di mortalità cardiovascolare (da 1 a 2%).

“Questo studio dimostra e quantifica l’associazione indipendente della Iad con mortalità ed eventi cardiovascolari – scrivono ancora gli autori -. Risultati basati su una singola coppia di letture sequenziali della pressione sanguigna suggeriscono che può essere giustificata una riduzione della normale Iad sistolica attualmente accettata fino a un limite di 10 mmHg”.

Redazione Nurse Times

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