E’ quanto sostiene Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv).
“La variante Delta plus in Italia è oggi 50 volte più forte rispetto al ceppo originario del coronavirus“. Così Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), all’Adnkronos Salute .
“Tra chi non ha ancora fatto il vaccino e chi non vuole farlo, diventa un problema gestire la situazione in questo momento, con un virus così aggressivo”, come dimostra di essere Sars-CoV-2 anche con la nuova variante indiana, la AY.4.2, ribattezzata Delta plus. Questa è più forte perché “più efficiente nella replicazione”, quindi in grado di correre molto veloce, rischiando in futuro di prevalere sulle altre.
“Da un lavoro appena uscito, che quindi necessita di essere convalidato – sottolinea l’esperto, ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica all’Università di Brescia e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell’Asst Spedali Civili –, sembrerebbe che questa nuova variante Delta, oltre ad alcune mutazioni nella proteina Spike, utilizzata dal coronavirus pandemico per ‘agganciare’ le cellule bersaglio, abbia anche una mutazione di una proteina interna, una proteina N o nucleoproteina, che potrebbe contribuire a renderla più aggressiva, anche se assolutamente non maggiormente in grado di ‘bucare’ lo scudo vaccinale”.
Redazione Nurse Times
- Nuovi Lea, pediatri Sipps: “Decisivi tempo di diagnosi e presa in carico”
- Ultimo turno di notte, poi smonto e riposo
- Asl Lecce: avviso pubblico per incarichi da infermiere in sostituzione di personale assente
- Guardia di Finanza: concorso per 42 posti da infermiere
- Santa Lucia Irccs di Roma: avviso di selezione per 73 posti da infermiere
Lascia un commento