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Contratto sanità, Migep: “Agli oss i sindacati hanno dato il contentino con una mancetta”

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Migep: incontro con Fnopi
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 Egregio Direttore di NurseTimes,

Stiamo leggendo in questi giorni “vittoria per gli oss”, “firmato l’ipotesi di contratto di lavoro della sanità 2019/2021”. I sindacati hanno dato il contentino, con una mancetta.

La nostra riflessione al primo impatto, possiamo dire che è un contratto evolutivo e involutivo, crea: “contrapposizione degli oss all’interno della categoria”.

Le competenze saranno le stesse? in ordine gerarchico che accade? l’oss senior da indicazioni all’oss junior?

Non vogliamo entrare nel merito, lo faremo quando inizierà la contrattazione regionale e aziendale, di certo questo è un contratto per annullare la figura dell’oss e usare il sistema antico ”controllo”.

Questa contrapposizione all’interno della categoria porterà interessi economici differenti, differenti anche gli obiettivi, annullando l’unione e la capacità contrattuale nelle varie strutture aziendali.

Sarebbe importante approfondire con quale metodo sarà determinato l’avanzamento nell’area assistenti, e quanti saranno lasciati nell’area operatori.

Ci sembra un bel calderone, dove troveremo una categoria divisa a metà.

Non sembra una bella conquista. Questo contratto favorirebbe una bassa percentuale di oss, all’incirca un 20% accederebbe all’area assistenti. Sarebbe una grande vittoria se fosse riconosciuto a tutti poiché la categoria è unica, ma soprattutto, questo passaggio sia senza vincoli.

Non comprendiamo l’entusiasmo che provano i sindacati, poiché hanno dato molto alla figura degli infermieri e poco alle altre professioni. Possiamo dire che la categoria come sempre si gratifica delle fregature poiché non vediamo nessuna vittoria.

La categoria oss come tante altre professioni messe in esaurimento (inf. Generici-puericultrici, massofisioterapisti) è divorata da un’enorme inflazione e per questo che non festeggiamo questa ipotesi contrattuale. Ci rincresce che la stessa categoria non ha permesso a Shc Oss di essere rappresentativa come indica l’Aran per far sedere al tavolo un oss, lasciando come sempre in mano agli infermieri e ai sindacati il tema della categoria oss.

L’oss deve iniziare a crescere in una progettualità, idee nuove, ma soprattutto trovare il coraggio a mettersi in gioco. In questo contratto sia l’oss sia le altre figure sono rimaste fanalini di coda e non sono mai considerate parti integranti del sistema salute. Questo contratto creerà una voragine fra gli stessi operatori che si troveranno a svolgere stesso lavoro e avere le tasche leggere a confronto di altri colleghi.

Gli arretrati saranno distribuiti molto più avanti con aumenti tabellari molto bassi, con un’erogazione una tantum e non sarà adeguata all’inflazione galoppante.

Si nota che sugli incarichi non si riesce a comprendere il numero massimo di differenziali attribuibili, ed è lasciato spazio a una revisione per l’assegnazione degli incarichi che di certo non va a premiare.

Inoltre, si rileva che gli operatori socio sanitari, che transiteranno nell’area assistenti: “il suo salario è legato agli incentivi aziendali” poiché è la stessa azienda che deve trovare i soldi. Inoltre, non vengono richiamate nel contratto che competenze andranno a svolgere, forse quello del “super oss o vice infermiere”.

Dopo una grande pandemia vediamo che questi operatori sono stati feriti nella loro dignità professionale da un accordo che crea una contrapposizione fra la stessa categoria.

Come sindacato SHC dove siamo presenti come RSU faremo di tutto per ridurre la disuguaglianza, anche se sarà dura.

Come si dice “ divide et impera” Se la categoria non trova il coraggio di costruire una nuova progettualità non avrà mai la possibilità di essere parte trattante.

Come sarebbe anche importante un contratto unico che riconosca in egual modo gli oss che lavorano nel pubblico e gli oss che lavorano nel privato in quanto la categoria è unica.

Non c’è vittoria, ma una lotta per migliorare e per questo Shc Oss il 28 giugno ha indetto uno sciopero nazionale contro la disuguaglianza e la contrapposizione che si verrà a creare all’interno della stessa professione.

Segreteria Nazionale Shc Angelo Minghetti

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