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Bosnia, addio a Laura Procacci: la sergente CRI studiava Medicina

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Laura Procacci, sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e studentessa di Medicina, vittima dell’incidente in Bosnia
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Aveva 32 anni, era volontaria del Corpo Militare della Croce Rossa e specializzata nel soccorso e nelle evacuazioni sanitarie.

31 ottobre 2026. Aveva 32 anni, studiava Medicina e Chirurgia e aveva scelto di dedicare parte della propria vita al soccorso sanitario e al volontariato. Laura Procacci, sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, è una delle quattro vittime dell’incidente aereo avvenuto il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina, durante la missione internazionale EUFOR Althea.

La giovane volontaria pugliese, originaria di Andria, faceva parte del personale della Croce Rossa impegnato nel supporto sanitario alle operazioni militari internazionali.

Laura Procacci, dagli studi in Medicina al volontariato nella Croce Rossa

Originaria della Puglia, Laura Procacci era iscritta al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma.

Nel maggio 2025 era entrata nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, prestando servizio presso il IX Centro di Mobilitazione di Roma.

Secondo quanto riportato dalla Croce Rossa Italiana nel comunicato ufficiale del 30 ottobre 2026, la giovane aveva sviluppato una preparazione specifica nella gestione del paziente critico, nella traumatologia e nelle attività di soccorso in contesti operativi complessi.

Una formazione che affiancava gli studi universitari all’impegno concreto nelle attività umanitarie e sanitarie.

Le specializzazioni nel soccorso e nelle evacuazioni sanitarie

Il percorso formativo di Laura Procacci comprendeva diverse qualificazioni specialistiche riconosciute dalla Croce Rossa Italiana:

  • Soccorritrice TSSA (Trasporto Sanitario e Soccorso in Ambulanza): formazione dedicata alle attività di soccorso, trasporto sanitario e assistenza nelle emergenze.
  • Operatrice Mine Risk Education: preparazione finalizzata all’educazione e alla prevenzione dei rischi legati alla presenza di mine e residuati bellici.
  • Operatrice Forward Medevac: qualificazione specialistica nelle attività di evacuazione sanitaria in contesti operativi avanzati.

Nel luglio 2026 aveva inoltre completato con successo il 39° Corso MEDEVAC, organizzato presso il Centro di Formazione dell’Aviazione dell’Esercito a Viterbo, conseguendo l’abilitazione specialistica per l’impiego negli assetti di evacuazione sanitaria.

Il percorso comprendeva attività teorico-pratiche, integrazione operativa con le Forze Armate ed esercitazioni in scenari complessi, anche notturni.

La missione EUFOR Althea e il ruolo sanitario della Croce Rossa

Laura Procacci era impegnata nella missione internazionale EUFOR Althea in Bosnia-Erzegovina, alla quale la Croce Rossa Italiana contribuisce anche attraverso personale specializzato nell’assistenza sanitaria.

Il dispositivo sanitario CRI prevede due team operativi, con avvicendamenti di 30 giorni:

  • Un team a supporto della struttura sanitaria ROLE 1 presso la base di Butmir.
  • Un team dedicato alle attività di Medical Evacuation (MEDEVAC), a sostegno della componente aerea.

Le attività di evacuazione sanitaria rivestono un ruolo fondamentale nelle missioni internazionali, consentendo il trasferimento dei feriti e dei pazienti verso strutture in grado di garantire un livello di assistenza appropriato.

L’incidente in Bosnia: quattro vittime e undici feriti

La tragedia è avvenuta il 29 ottobre nei pressi di Brčko, dove un elicottero CH-47 dell’Esercito Italiano, impegnato nella missione EUFOR Althea, è precipitato per cause ancora da accertare.

Secondo il Ministero della Difesa, a bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Quattro hanno perso la vita e altre undici sono rimaste ferite.

Le vittime sono:

  • Laura Procacci, sergente del Corpo Militare Volontario CRI.
  • Franco Adriano Zecchillo, tenente del Corpo Militare Volontario CRI e infermiere in pensione.
  • Simone Ruggia, sergente dell’Esercito Italiano.
  • Claudio Marchesi, sergente dell’Esercito Italiano.

Tra le vittime anche Franco Adriano Zecchillo, 61 anni, infermiere e tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, con oltre quarant’anni di esperienza nel settore sanitario e una lunga attività nella formazione.

Il cordoglio della Croce Rossa Italiana

La scomparsa dei due volontari del Corpo Militare CRI ha suscitato profonda commozione.

Rosario Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, ha espresso il cordoglio dell’organizzazione, definendo «indicibile» il dolore per la perdita dei due colleghi.

La Croce Rossa ha inoltre confermato il proprio sostegno alle famiglie delle vittime e l’attenzione alle condizioni del terzo componente del team di evacuazione medica rimasto ferito.

Il ricordo di Laura Procacci e il valore del servizio sanitario

La storia di Laura Procacci testimonia l’impegno di una giovane donna che aveva scelto di affiancare agli studi in Medicina una preparazione specialistica nel soccorso e nelle emergenze sanitarie.

Il suo percorso nella Croce Rossa Italiana, seppure breve, era già caratterizzato da qualificazioni operative e dall’impiego in una missione internazionale.

La tragedia richiama l’attenzione sul ruolo del personale sanitario e dei soccorritori impegnati nelle missioni umanitarie e militari, dove competenza, addestramento e spirito di servizio rappresentano elementi fondamentali per la tutela della vita umana.

Mentre proseguono gli accertamenti sulle cause dell’incidente, resta il ricordo di Laura Procacci e degli altri tre militari che hanno perso la vita durante il servizio.

Anche la nostra redazione esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Laura, Franco, Simone e Claudio e si associa al dolore che ha colpito le loro famiglie.

Redazione Nurse Times

Fonti ufficiali


La ricostruzione delle qualificazioni e dei ruoli professionali è coerente con le comunicazioni ufficiali della CRI, che identificano Laura Procacci come soccorritrice e Franco Adriano Zecchillo come infermiere. Croce Rossa Italiana +2

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