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Competenze professionali, SIAPS: “Chiarezza normativa è indispensabile per tutelare lavoratori, responsabilità e organizzazione dei servizi”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Michele Placentino, segretario generale del Sindacato Autonomo Professioni Sanitarie (SIAPS).

Il confronto sullo schema di Dpr relativo alla professione di biologo – Atto del Governo n. 440 – non riguarda soltanto gli Ordini e le Federazioni professionali. Le eventuali incertezze nella definizione delle competenze ricadono direttamente sui professionisti, sui dirigenti e sull’organizzazione delle aziende sanitarie.

Il confronto istituzionale in corso, anche alla luce del parere favorevole espresso dalle Commissioni parlamentari competenti della Camera e delle successive prese di posizione delle Federazioni interessate, impone quindi una riflessione anche dal punto di vista sindacale.

SIAPS non intende alimentare contrapposizioni tra professioni né stabilire quale debba prevalere sulle altre. È invece compito del sindacato evidenziare ciò che può accadere concretamente nei luoghi di lavoro quando una norma non definisce con sufficiente chiarezza attività, competenze e responsabilità, perché una competenza professionale non è una questione astratta.

Significa stabilire, nella pratica quotidiana, chi può svolgere una determinata attività, sulla base di quale formazione, secondo quali procedure e assumendone quale responsabilità professionale. Se questi elementi non sono sufficientemente chiari, il problema si trasferisce inevitabilmente nelle aziende sanitarie: disposizioni di servizio differenti, attribuzioni controverse, sovrapposizioni di attività, difficoltà nell’organizzazione delle équipe multi-professionali e, soprattutto, incertezza nell’individuazione delle responsabilità.

È questo il punto sul quale SIAPS richiama l’attenzione e considera pienamente legittima l’evoluzione scientifica e professionale di tutte le professioni sanitarie, compresa quella dei biologi, ma ogni evoluzione delle competenze deve essere accompagnata da norme chiare e coerenti, capaci di mantenere un rapporto preciso tra formazione, attività professionale e responsabilità.

Non si tratta di difendere confini corporativi, ma al contrario, la vera multi-professionalità richiede confini professionali chiari: competenze riconoscibili, responsabilità definite e collaborazione tra professionisti, ciascuno nell’ambito della propria formazione e delle attribuzioni previste dall’ordinamento.

Il confronto istituzionale sull’AG 440 deve quindi proseguire sul merito delle norme, evitando che le diverse posizioni espresse dalle rappresentanze professionali si trasformino in contrapposizioni personali o corporative. Le differenti valutazioni emerse durante l’iter confermano, semmai, la necessità che il testo definitivo sia sufficientemente preciso da non lasciare spazio a interpretazioni che possano generare successive controversie applicative.

Per il SIAPS, infatti, il problema non nasce quando le Federazioni discutono sull’interpretazione di una norma e nasce quando quella stessa incertezza arriva sul posto di lavoro, arriva in un laboratorio, in un servizio, in un dipartimento, in un’azienda sanitaria.

E a quel punto qualcuno deve decidere chi può fare cosa, chi deve impartire una disposizione, chi può eseguire un’attività e chi ne assume la responsabilità, è lì che una norma poco chiara può trasformarsi in un problema concreto per il lavoratore, per il dirigente chiamato a organizzare il servizio e per l’intera struttura sanitaria.

Per questo SIAPS auspica che, nel prosieguo dell’iter dell’AG 440, Governo e Parlamento garantiscano un quadro normativo capace di individuare con sufficiente chiarezza ambiti di attività, percorsi formativi e responsabilità professionali, evitando alla fonte possibili conflitti applicativi, e non interessa stabilire chi abbia “vinto” il confronto tra professioni, ma interessa evitare che eventuali incertezze normative vengano trasferite domani sui professionisti e sulle aziende del Servizio sanitario nazionale.

La tutela delle competenze non è una difesa corporativa di spazi professionali, è una condizione necessaria perché ogni professionista sappia con chiarezza cosa è chiamato a fare, sulla base di quale formazione e assumendone la responsabilità. Chiediamo chiarezza delle competenze, certezza delle responsabilità e corretta organizzazione del lavoro non sono questioni formali: sono condizioni essenziali per tutelare i professionisti e garantire qualità, appropriatezza e sicurezza dei servizi ai cittadini.

Redazione Nurse Times

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