Un affaticamento persistente, che provoca una profonda e invalidante spossatezza, spesso ignorata ma capace di condizionare pesantemente la vita quotidiana. È quello che sperimentano ogni giorno migliaia di pazienti tra coloro che soffrono di bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
Ora un nuovo studio italiano, pubblicato sulla prestigiosa rivista Thorax, in occasione della Giornata Mondiale del Polmone (25 settembre), suggerisce una strategia semplice e ben tollerata per alleviare questo sintomo tanto diffuso quanto sottovalutato: l’aggiunta di arginina e vitamina C liposomiale alla riabilitazione standard.
“La BPCO è una delle principali cause di disabilità respiratoria nel mondo, con 3,5 milioni di casi solo in Italia – dichiara Mauro Maniscalco, coordinatore dello studio, professore di Malattie respiratorie all’Università degli Studi Federico II di Napoli e direttore dell’Unità operativa di Riabilitazione pneumologica all’IRCCS Maugeri di Telese Terme -. Nelle sue forme più gravi, la sensazione di fatica rappresenta uno dei sintomi extrapolmonari più invalidanti, al pari della difficoltà respiratoria”.
E ancora: “Anche quando i pazienti con BPCO seguono un percorso di riabilitazione respiratoria dopo una riacutizzazione, la sensazione di stanchezza può persistere e limitare le attività quotidiane. Individuare interventi semplici, sicuri e ben tollerati a costi minimi, capaci di agire su questo aspetto potrebbe migliorare concretamente la qualità di vita di una popolazione di pazienti fragili, spesso anziani, ma anche di chi presenta stadi lievi o moderati di stanchezza persistente”.
Lo studio
La ricerca, coordinata dall’ICS Maugeri IRCCS di Telese è stata condotta in 10 centri italiani di riabilitazione cardiopolmonare, tra cui altri centri dell’ICS Maugeri come Lumezzane (BS), Pavia e Bari, la Fondazione Don Carlo Gnocchi IRCCS, l’IRCCS INRCA di Casatenovo (MB), l’Ospedale Maggiore di Crema e l’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Lodi (ASST) di Lodi, l’Università Federico II e gli Ospedali dei Colli di Napoli.
Lo studio ha seguito circa 100 pazienti con BPCO e insufficienza respiratoria cronica in ossigenoterapia a lungo termine e ha confrontato due gruppi sottoposti a un programma di riabilitazione polmonare di 28 giorni. Il primo ha assunto un integratore a base di arginina e vitamina C liposomiale, l’altro un placebo, secondo un disegno randomizzato in doppio cieco, lo standard più rigoroso della ricerca clinica.
“Entrambi i gruppi – riferisce Giuseppe Fiorentino, tra gli autori principali dello studio e direttore della Uoc di Malattie, fisiopatologia e riabilitazione respiratoria agli Ospedali dei Colli di Napoli – hanno tratto beneficio dalla riabilitazione, ma chi ha assunto l’integratore ha registrato una riduzione della stanchezza quasi tripla rispetto al gruppo placebo, con un calo del 27%contro il 10% nella percezione di stanchezza, valutata con la Fatigue Severity Scale (FSS), uno strumento validato per misurare l’impatto della sensazione di fatica sulla vita quotidiana. Nel gruppo trattato, circa il 60% dei pazienti ha raggiunto una condizione di spossatezza non più clinicamente rilevante”.
Sempre Fiorentino: “Il nostro studio mostra chiaramente che l’aggiunta di arginina e vitamina C liposomiale a un programma strutturato di riabilitazione respiratoria, può determinare un beneficio aggiuntivo clinicamente rilevante sulla percezione della fatica. Il miglioramento della sensazione di stanchezza e della qualità di vita rappresenta un risultato molto importante, perché emerge in una popolazione complessa senza effetti collaterali o aggiunta di ulteriori farmaci”.
“L’interesse scientifico per questa associazione nasce dai meccanismi biologici coinvolti nella BPCO, in cui alterazioni del metabolismo dell’ossido nitrico (NO), stress ossidativo e disfunzione vascolare e muscolare, possono contribuire alla fatigue”, spiegaManiscalco.
E aggiunge: “L’arginina è un amminoacido con un ruolo nella produzione di ossido nitrico, prodotto dall’endotelio come modulatore del tono vascolare, fondamentale per la regolazione del flusso sanguigno e per la vasodilatazione, fattori che contribuiscono a migliorare la sensazione di spossatezza. La vitamina C liposomiale, invece, grazie a una tecnologia che ne ottimizza l’assorbimento senza effetti collaterali, riduce lo stress ossidativo e migliora lo stato di salute generale dell’apparato respiratorio”.
Conclude Michele Vitacca, coautore dello studio, direttore del Dipartimento pneumologico Maugeri IRCCS Pavia e primario dell’Unità operativa di Riabilitazione pneumologica all’IRRCS Maugeri Lumezzane: “Questi meccanismi, che costituiscono una possibile spiegazione biologica dei risultati osservati, dovranno essere approfonditi con ulteriori studi, ma già oggi potrebbero essere valutati per la gestione con arginina e vitamina C liposomiale della fatigue anche in altri contesti come la convalescenza post-influenzale o i cali di energia stagionale”.
Redazione Nurse Times
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