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Infermieristica, allarme Firenze: il 30% dei posti rischia di restare vuoto

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Al test del 16 settembre 437 candidati per 617 posti. Pisa va in controtendenza, mentre a livello nazionale le domande tornano a crescere.

Un dato che riapre il dibattito sull’attrattività della professione infermieristica e sulla capacità del sistema universitario di formare un numero sufficiente di professionisti per rispondere ai bisogni della sanità. All’Università di Firenze, per l’anno accademico 2026/2027, le domande presentate per il corso di laurea in Infermieristica sono 437, a fronte di 617 posti disponibili.

La differenza è di 180 potenziali posti non coperti, pari a circa il 29% dell’offerta formativa. In altre parole, anche nell’ipotesi in cui tutti i candidati risultassero idonei e decidessero di immatricolarsi, una quota rilevante delle disponibilità potrebbe comunque restare inutilizzata. I numeri sono stati riportati il 16 settembre da Repubblica Firenze in occasione della giornata dei test di ingresso alle Professioni sanitarie.

Il dato richiede però una precisazione: i 617 posti dell’Università di Firenze non riguardano esclusivamente il capoluogo. Il corso di laurea in Infermieristica dell’Ateneo è articolato nelle sezioni formative di Firenze, Borgo San Lorenzo, Empoli, Pistoia e Prato, come indicato dallo stesso Ateneo.

Firenze: più candidati rispetto al 2025, ma non abbastanza

Un piccolo segnale positivo c’è. Secondo i dati pubblicati, nel 2025 le domande erano state 395, mentre nel 2026 sono salite a 437. Si tratta quindi di un aumento delle candidature, che tuttavia non è sufficiente a coprire l’elevato numero di posti programmati. Per l’accesso alle Professioni sanitarie l’Università di Firenze ha fissato la prova al 16 settembre 2026, mentre la pubblicazione della graduatoria è prevista per il 24 settembre. L’accesso resta a numero programmato nazionale.

Il confronto con le altre università toscane rende ancora più evidente la forte disomogeneità territoriale. A Pisa sono state presentate 520 domande per 403 posti di Infermieristica. Qui, dunque, la prova svolge effettivamente una funzione selettiva, con più candidati che disponibilità. A Siena, invece, le richieste sono 151, a fronte di 204 posti, con il rischio che anche in questo caso una parte dell’offerta rimanga inutilizzata.

A livello nazionale il trend torna invece positivo

La fotografia fiorentina appare ancora più interessante se confrontata con il quadro nazionale. Secondo la Fnopi, nel 2026 sono circa 22mila gli studenti candidati ai test di ammissione a Infermieristica, a fronte di 20.672 posti disponibili. Nel 2025 erano state registrate 18.836 candidature per 20.409 posti. Nel giro di un anno le domande sono quindi aumentate di 3.071 unità, pari al 16,3%, portando il rapporto nazionale tra candidati e posti da 0,92 a circa 1,06.

È un’inversione di tendenza importante, dopo anni caratterizzati da un progressivo calo di interesse verso il percorso universitario infermieristico.

Il ministero dell’Università e della ricerca ha complessivamente autorizzato, per il 2026/2027, 38.184 posti destinati ai candidati Ue e non Ue residenti in Italia per le lauree triennali delle Professioni sanitarie. Infermieristica, con 20.672 posti, rappresenta da sola oltre la metà dell’intera offerta formativa sanitaria. Il quadro completo dei posti e delle modalità del test era stato già approfondito da Nurse Times nella guida dedicata alle Professioni sanitarie 2026/2027.

Il paradosso: gli infermieri servono, ma alcuni corsi non riempiono i posti

Il dato pone una questione centrale per la sanità italiana. Da un lato ospedali, servizi territoriali e strutture sociosanitarie continuano ad avere bisogno di infermieri. Dall’altro, in alcune aree del Paese, le università non riescono a raccogliere un numero di candidati sufficiente nemmeno a coprire i posti messi a disposizione.

La stessa Regione Toscana, nel proprio Piano sanitario e sociale integrato regionale 2024-2026, ha evidenziato le difficoltà legate alla ridotta attrattività delle professioni sanitarie e, in particolare, di Infermieristica, collegandole anche all’invecchiamento della popolazione professionale, alle future uscite per pensionamento e alle difficoltà di reclutamento.

La questione, dunque, non può essere letta esclusivamente come un problema universitario. Tra gli elementi indicati negli ultimi anni dalla Fnopi come fattori che possono ridurre l’attrattività della professione figurano retribuzioni considerate non adeguate alle responsabilità, carichi di lavoro, limitate prospettive di carriera, difficoltà di conciliazione vita-lavoro e riconoscimento professionale.

A questi aspetti possono aggiungersi, soprattutto nelle grandi città universitarie, i costi sostenuti dagli studenti fuori sede. Nel caso di Firenze, Repubblica segnala proprio l’elevato costo della vita tra le possibili spiegazioni della minore capacità di attrarre studenti provenienti da altre aree. Si tratta tuttavia di una possibile interpretazione, e non di una causa dimostrata dai dati disponibili.

Infermieristica contro Fisioterapia: domanda molto diversa

Il confronto con Fisioterapia mostra quanto l’attrattività possa cambiare tra una professione sanitaria e l’altra. A Firenze sono state registrate 593 domande per appena 63 posti di Fisioterapia. A Pisa i candidati sono 393 per 33 posti, mentre a Siena 262 per 35. Il rapporto tra domanda e offerta è quindi radicalmente diverso rispetto a Infermieristica.

Eppure il mercato del lavoro continua a richiedere professionisti dell’assistenza. Al 30 giugno 2026 la Fnopi registrava 464.193 infermieri iscritti all’Albo, con un aumento netto di 2.880 professionisti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Cresce anche la componente under 30, ma l’età media complessiva resta elevata, attestandosi a 46,6 anni.

Cosa succederà dopo la graduatoria

Il primo appuntamento da osservare sarà quello del 24 settembre 2026, quando l’Università di Firenze pubblicherà la graduatoria e inizieranno le procedure di immatricolazione e gli eventuali scorrimenti. Solo allora sarà possibile capire quanti dei 617 posti verranno effettivamente occupati.

Il numero delle domande, infatti, non coincide automaticamente con quello degli immatricolati: rinunce, opzioni per altri corsi o altri atenei e scorrimenti possono modificare il quadro definitivo. Resta però un dato difficilmente ignorabile: in un momento storico in cui il Servizio sanitario nazionale ha bisogno di rafforzare l’assistenza infermieristica, un grande ateneo come quello di Firenze parte con un numero di candidati significativamente inferiore ai posti disponibili.

La crescita nazionale delle domande registrata nel 2026 rappresenta un segnale incoraggiante. Ma i numeri di Firenze e Siena indicano che il problema dell’attrattività non è ancora superato e che occorrerà intervenire non soltanto aumentando i posti universitari, ma rendendo più attrattivi formazione, carriera, condizioni di lavoro e prospettive professionali degli infermieri.

Redazione Nurse Times

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