Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Gerardo Nannini (TSRM).
Il rinnovo del Ccnl Sanità 2025-2027 ha riportato al centro del dibattito un tema che migliaia di professionisti denunciano da tempo: le profonde disparità economiche e di trattamento che continuano a caratterizzare il comparto sanitario. La recente presa di posizione della Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP rappresenta certamente un segnale positivo. È importante che vengano finalmente riconosciute criticità che molti professionisti avevano già evidenziato nei mesi scorsi.
Tuttavia una domanda rimane inevitabile: perché soltanto adesso? Le problematiche relative alle indennità, alla valorizzazione professionale e alle differenze di trattamento erano note da tempo. Erano state segnalate, documentate e portate all’attenzione delle istituzioni. Per questo oggi molti iscritti si chiedono se non fosse possibile intervenire con maggiore tempestività, quando il confronto contrattuale consentiva ancora margini di incidere concretamente.
È corretto ricordare che la Federazione TSRM e PSTRP non svolge attività sindacale. Ma è altrettanto vero che esercita una funzione istituzionale di rappresentanza, tutela e vigilanza delle professioni che ne fanno parte. Proprio per questo motivo oggi appare legittimo chiedere un esercizio di piena trasparenza.
All’interno della Federazione TSRM e PSTRP esiste una delega ai rapporti con le organizzazioni sindacali. Sarebbe quindi utile che gli iscritti conoscessero, attraverso una rendicontazione pubblica, quali incontri siano stati svolti, quali proposte siano state avanzate, quali documenti predisposti e quali iniziative siano state promosse durante il percorso di rinnovo contrattuale.
Se questo lavoro è stato svolto, renderlo pubblico rafforzerebbe la fiducia degli iscritti. Se invece sono emerse difficoltà, spiegarle con chiarezza rappresenterebbe comunque un segnale di serietà istituzionale.
La responsabilità, inoltre, non riguarda una sola persona. Ogni componente del comitato centrale e ogni presidente di Ordine territoriale risponde agli iscritti del proprio operato. Per questo motivo appare legittimo chiedere anche agli Ordini territoriali se intendano assumere una posizione pubblica sulle criticità emerse.
Lo stesso regolamento della Federazione TSRM e PSTRP prevede strumenti che consentono, qualora vi sia la volontà politica, di convocare un consiglio nazionale straordinario per affrontare questioni di particolare rilevanza.
Le domande alle quali molti professionisti attendono risposta sono ormai note. Quali iniziative concrete sono state promosse durante il confronto contrattuale per affrontare il mancato aggiornamento delle indennità di rischio radiologico dei TSRM? Quali azioni sono state intraprese sul mancato riconoscimento del rischio biologico per i TSLB? Quale contributo è stato offerto sul tema delle disparità economiche che continuano a interessare numerose professioni sanitarie? E quale strategia è stata costruita per garantire una valorizzazione realmente equa di tutte le professioni rappresentate?
Accanto alle istituzioni ordinistiche, anche le organizzazioni sindacali sono chiamate a una riflessione. La crescente attenzione che molti professionisti rivolgono alle sigle autonome rappresenta un segnale che merita ascolto. Definire “storico” un Ccnl mentre una parte significativa delle professioni continua a percepirsi penalizzata rischia di alimentare ulteriormente il disagio.
Anche la politica è chiamata a fare la propria parte. La valorizzazione delle professioni sanitarie non può limitarsi alle dichiarazioni di principio. Deve tradursi in scelte concrete, nel riconoscimento delle competenze, nell’aggiornamento delle indennità e in condizioni di lavoro realmente eque.
Da queste riflessioni nasce anche una proposta. Occorre aprire tavoli istituzionali permanenti tra ministero, Regioni, Federazione, Ordini, commissioni d’albo, rappresentanze professionali e iscritti. Sarebbe inoltre opportuno istituire un Osservatorio nazionale sulle indennità e sulle condizioni di lavoro, un Comitato permanente sul rischio professionale e introdurre una rendicontazione periodica delle attività svolte dalle istituzioni rappresentative.
Perché senza dati si costruiscono slogan. Con i dati si costruiscono diritti. I professionisti sanitari tecnici, della riabilitazione, della prevenzione e sociosanitari garantiscono ogni giorno diagnosi, prevenzione, sicurezza, riabilitazione e continuità assistenziale. Il Servizio sanitario nazionale non potrebbe funzionare senza il loro contributo. Non chiedono privilegi. Chiedono rispetto. Chiedono equità. Chiedono rappresentanza. Perché rappresentare significa, prima di tutto, rispondere.
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