Valorizzare e promuovere l’attività dell’infermiere di famiglia e comunità negli istituti scolastici di ogni ordine e grado al fine di tutelare la salute e garantire il benessere dell’intera comunità scolastica. Questo è l’obiettivo della proposta di legge regionale presentata in Piemonte dal Pd.
La proposta di legge definisce i requisiti per l’esercizio della professione e prevede lo stanziamento di 1 milione di euro per il primo triennio. Spetterà alle Asl definire i fabbisogni, a livello distrettuale, nella misura di almeno un infermiere di famiglia e comunità ogni 3mila alunni. Se ne è parlato nel corso di una conferenza stampa ad Alessandria, alla presenza di sindacati e rappresentanti dell’Ordine delle professioni infermieristiche.
“L’infermiere scolastico – ha spiegato Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale e primo firmatario del testo – è già previsto dal recente Piano sociosanitario regionale ed è stato introdotto grazie a un mio emendamento, presentato e votato all’unanimità. L’infermiere di famiglia e comunità, oltre all’assistenza tempestiva nelle emergenze, deve collaborare con i docenti, il personale Ata e le famiglie”.
E ancora: “Ha un ruolo continuativo di coordinamento e di relazione con tutte queste figure, proprio perché opera al servizio della comunità scolastica al fine di garantire il benessere complessivo, la sicurezza e la salute ambientale. Con particolare attenzione ai soggetti più fragili e vulnerabili, favorendo l’inclusione e l’integrazione degli studenti con disabilità o patologie croniche. Un’attività che deve svolgere in collaborazione con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i servizi sociali”.
Ha aggiunto Giorgio Laguzzi, segretario provinciale del Pd di Alessandria: “L’infermiere di famiglia e comunità progetta e attiva iniziative di prevenzione e di educazione sanitaria (miglioramento di abitudini e stili di vita, con particolare attenzione a educazione alimentare, educazione sessuale e salute mentale, primo soccorso, attività di screening sanitario), così come di prevenzione da comportamenti che possano mettere a rischio la salute degli studenti, in particolare rispetto ad ogni forma di dipendenza, atti di violenza, bullismo e cyberbullismo”.
Sempre Laguzzi: “L’infermiere di famiglia e comunità supporta inoltre il percorso formativo e inclusivo dello studente, con l’obiettivo di garantire una frequenza scolastica regolare, evitando assenze che penalizzano apprendimento e integrazione sociale e, quindi, contrastando l’abbandono scolastico”.
Ha concluso Ravetti: “Auspichiamo un iter veloce per la discussione e l’approvazione di questo testo di legge, e certamente contiamo sulla condivisione da parte dell’assessore Riboldi. In Commissione prevederemo audizioni dell’Ordine degli infermieri, dell’Ufficio Scolastico regionale, dei sindacati degli infermieri, della scuola e di tutti i soggetti potenzialmente interessati”.
Redazione Nurse Times
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