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Gela, infermiere e ausiliario aggrediti da un paziente. Nursind e OMCeO: “È ora di finirla”

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Protagonista dell’episodio, un 25enne in stato di agitazione psicomotoria. Per Giovanni D’Ippolito, presidente dell’Ordine dei medici di Caltanissetta, “serve un decreto legge che preveda l’inasprimento delle pene e permetta la procedibilità d’ufficio”.

Caos all’ospedale “Vittorio Emanuele” di Gela (Caltanissetta). Intorno alle 19 di venerdì scorso un uomo si è scagliato contro un infermiere e un ausiliario, come denuncia il sindacato Nursind: “Protagonista, un ragazzo di 25 anni in evidente stato di agitazione psicomotoria, che appena arrivato al triage ha iniziato a inveire contro l’infermiere, insultandolo verbalmente, perché rifiutava ogni tipo di cura, aggredendo anche i genitori che si erano recati in ospedale per accompagnarlo. A quel punto veniva allertato lo psichiatra di turno per valutare il caso. L’uomo andava in ulteriore escandescenze, afferrando l’infermiere per le mani con forza e sferrando un pugno a un ausiliario”.

Per calmare l’aggressore, che ha preso di mira anche un lettino, è stato necessario l’intervento dei carabinieri. “All’arrivo dei carabinieri – precisano ancora dal sindacato infermieristico – l’uomo è stato immobilizzato, sedato dai sanitari e subito dopo trasferito nel reparto di Psichiatria. Il Nursind esprime solidarietà nei confronti del collega infermiere e nei confronti dell’operatore sanitario. Condanniamo l’episodio di violenza: non c’è giustificazione per azioni del genere. Basta con queste aggressioni ai danni degli operatori sanitari, che svolgono il proprio lavoro con tanto sacrificio”.

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario in Sicilia. Tra le città più bersagliate, Palermo, dove sono già venti i casi di aggressioni e danneggiamenti negli ospedali dall’inizio dell’anno. «A nome personale e del consiglio direttivo, manifesto vicinanza ai due operatori sanitari che durante il servizio sono stati oggetto di violenza fisica – afferma Giovanni D’Ippolito, presidente di OMCeO Caltanissetta. Non è accettabile che i medici e il personale sanitario siano chiamati a difendere la propria vita, mentre la loro missione è curare e salvare la vita dei pazienti. Ecco perché, considerato il susseguirsi di episodi di violenza e il carattere d’urgenza della problematica, ribadiamo che occorre un decreto legge che preveda l’inasprimento delle pene e permetta la procedibilità d’ufficio contro i responsabili delle aggressioni nelle strutture ospedaliere e assistenziali. Occorre una maggiore sensibilità culturale per ristabilire un clima di rispetto e fiducia tra medico e paziente. Per questo ci aspettiamo grande attenzione dalle istituzioni e più comprensione dai cittadini».

Redazione Nurse Times

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