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Epilessia, terapia anti-neuroinfiammatoria apre nuovi scenari.

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Epilessia, terapia anti-neuroinfiammatoria apre nuovi scenari.
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Può ritardare la comparsa delle crisi e portare a ridurre il dosaggio dei farmaci.

Nel mondo sono 65 milioni le persone che soffrono di epilessia, 500mila soltanto in Italia. Le cause di questa patologia neurologica possono essere diverse e nel 30% dei casi la malattia è farmacoresistente. Ma adesso un’innovativa terapia anti-neuroinfiammatoria promette, a seconda dei casi, di ritardare la comparsa della crisi epilettica o di supportare l’azione della terapia farmacologica tradizionale, con la possibilità, per il futuro, di ridurre il dosaggio dei farmaci antiepilettici e quindi i suoi molteplici effetti collaterali.

“L’epilessia è una patologia che colpisce in prima linea il neurone, ma molti studi, anche recenti, hanno dimostrato che la neuroinfiammazione, tramite l’iper-reattività delle cellule non neuronali, può agire sostenendo e amplificando la crisi epilettica – spiega Livio Luongo, professore associato di farmacologia all’Università degli Studi “Luigi Vanvitelli” di Napoli –. È stato dimostrato che la neuroinfiammazione ha un ruolo importante nella genesi e nella progressione dell’epilessia. Si accompagna, inoltre, a un elevato grado di stress ossidativo localizzato, in grado di favorire la comparsa dell’attacco epilettico”.

Prosegue l’esperto: “La terapia anti-neuroinfiammatoria può avere effetti diversi a seconda che si tratti di epilessia causata da danni cerebrali, come trauma cranico o stroke, o infezioni del sistema nervoso centrale, dove c’è una componente neuroinfiammatoria importante precedente agli episodi epilettici, o di epilessia con cause genetiche e metaboliche. In ogni caso è stato dimostrato che l’ultramicrocomposito Pealut (palmitoiletanolamide co-ultramicronizzata con Luteolina) è in grado di intervenire sul processo neuroinfiammatorio modulando l’azione delle cellule non-neuronali e l’effetto dello stress ossidativo grazie all’azione antiossidante della luteolina”.

Quali sono, allora, gli effetti della terapia nei diversi casi di epilessia? “Nel caso di epilessie farmacoresistenti, ovvero epilessie in cui la componente neuroinfiammatoria può esserne la causa stessa, la molecola potrà ritardare la comparsa dell’episodio epilettico. In tutti gli altri casi Pealut costituisce un supporto farmacologico al farmaco antiepilettico, da cui spesso non si può prescindere, facilitandone l’azione non più ostacolata da cellule neuroinfiammatorie. Il farmaco antiepilettico funzionerà quindi sull’attività del neurone e il farmaco di supporto ridurrà il processo neuroinfiammatorio ottenendo un miglioramento nel trattamento. Pertanto l’opportunità che si apre per il futuro è la riduzione del dosaggio degli antiepilettici e dei conseguenti molteplici effetti collaterali”.

Redazione Nurse Times

Fonte: Rai News

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