Autorizzate le procedure di espianto per la psichiatra Barbara Capovani, deceduta dopo essere stata colpita con una spranga da Gianluca Paul Seung all’uscita dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. L’aggressore, ora detenuto nel carcere Don Bosco, sarà accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione.
E’ morta poco dopo le 23:40 di domenica notte, la dottoressa Barbara Capovani, la psichiatra 55enne aggredita con una spranga all’uscita dall’ospedale Santa Chiara di Pisa da Gianluca Paul Seung, suo ex paziente, arrestato dalla polizia nella sua casa di Torre del Lago, frazione di Viareggio (Lucca). Il decesso è avvenuto al termine della procedura di accertamento di morte cerebrale.
Gli organi della psichiatra saranno donati, “assecondando in tal modo una sua espressa volontà che i familiari hanno condiviso”, hanno fatto sapere dall’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. La Procura, con un atto del procuratore della Repubblica facenti funzioni Giovanni Porpora e del sostituto procuratore Lydia Pagnini, titolari del fascicolo di indagine, ha autorizzato le procedure di espianto.
A seguito della morte della dottoressa Capovani la Procura cambierà il capo di imputazione contestato all’aggressore: da tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e lesioni gravissime nei confronti di un esercente professioni sanitarie, l’accusa diventerà di omicidio aggravato dalla premeditazione. Seung si trova al momento rinchiuso nel carcere Don Bosco di Pisa.
Redazione Nurse Times
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