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Paziente obeso di 39 anni muore in ospedale in Puglia

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“Poche ora fa è morto Giuseppe, un amico di 39 anni che pur vivendo da molto tempo al nord aveva deciso di venirsi a curare in Puglia”. Il racconto, su Facebook, è di Mario Conca che era tra i candidati alle ultime regionali in Puglia.

“L’avevo incontrato ad agosto a Poggiorsini ed avevo scambiato qualche battuta al bar, era desideroso di riappropriarsi della normalità che l’obesità gli stava precludendo. Aveva scelto Casa Sollievo per un intervento di chirurgia bariatrica per perdere peso ed invece in meno di una settimana ha perso la vita”.

Dimesso pochi giorni dopo l’intervento è stato abbandonato da un sistema sanitario regionale che non è in grado di assistere domiciliarmente i suoi utenti – racconta Conca -.  Ha avuto bisogno di analisi e si è dovuto muovere fisicamente per i prelievi, si è sentito male e ci sono voluti i vigili del fuoco per portarlo al pronto soccorso più vicino malgrado le battaglie per ottenere due barelle bariatriche nella Asl Bari”.

“Una volta giunto in ospedale, dove ha trascorso le sue ultime 24 ore, non si è potuto procedere con una tac aperta, per capire cosa stesse succedendo ed eventualmente intervenire d’urgenza, perché in Puglia non ci sono grandi macchine a sufficienza per pazienti obesi e claustrofobici, ma, soprattutto, gli operatori sanitari davanti a situazioni del genere non hanno protocolli, elisoccorso e mezzi adeguati per fare diagnosi e trasferimenti – racconta -. Sarà l’autopsia a stabilire se si è trattato di setticemia o altra complicanza post operatoria, ma è davvero incredibile che in una regione di quattro milioni di abitanti non vi sia una organizzazione che ti prenda in carico, ti accompagni dove serve e ti curi in maniera appropriata”.

“Alla magistratura il compito di accertare la verità dei fatti, a noi l’amara consapevolezza che in Puglia manca l’essenziale. Io ci ho provato per anni a migliorare la situazione sanitaria, questa estate ho cercato di aiutare un claustrofobico di Torremaggiore per ottenere una RM – conclude -. Ho dovuto interessare il direttore generale per avere una data al nosocomio Tatarella di Cerignola, ma, una volta fatta la risonanza tradizionale si è scoperto che bisognava procedere con mezzo di contrasto e nell’intera Asl Foggia non esistono Risonanze Magnetiche adeguate. Riposa in pace caro Giuseppe e perdonaci”.

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