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Medici extracomunitari impiegati in deroga al riconoscimento dei titoli, Fnomceo scrive a Mattarella: “Scelta non più motivata da emergenza pandemica”

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V-Day, Anelli (Fnomceo): "Comincia una nuova era"
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Non solo il caso dell’infermiere tunisino al quale il ministro della Salute ha negato il riconoscimento dei titoli per mancanza di ore formative. Anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, torna sull’argomento con riferimento alla sua categoria professionale. E lo fa con una lettera indirizzata al capo dello Stato, in cui sottolinea un rischio per la “sicurezza delle cure”.

Una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per “sollecitare la Sua autorevole attenzione” sulla normativa che permette l’impiego di medici extracomunitari in deroga al normale iter di riconoscimento dei titoli e all’obbligo di iscrizione all’Ordine. L’ha scritta in vista del World Patient Safety Day e della Giornata nazionale per la sicurezza delle cure (17 settembre), il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), Filippo Anelli (foto).

Sono sempre di più le Regioni che scelgono questa via per far fronte alla carenza di specialisti: dopo la Calabria, che ha stretto un accordo con una società di servizi cubana per far arrivare 500 medici, è toccato alla volta della Puglia, che ha avviato un’interlocuzione per reclutare medici albanesi, e alla Sicilia, che guarda invece verso l’Argentina.

Ora la Fnomceo chiede di rivedere la normativa che, introdotta la possibilità della deroga per far fronte alla crisi sanitaria legata alla pandemia di Covid, l’ha poi prorogata ben oltre la fine dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2023. Mettendo a rischio, secondo i rappresentanti dei medici italiani, un sistema di controlli e di garanzia per la sicurezza delle cure e per la qualità dell’assistenza.

“Quella scelta, motivata dallo stato pandemico sanitario e mirata ad affrontare un’emergenza del calibro del Covid-19 – scrive Anelli nella lettera –, desta notevoli perplessità se applicata ad altre circostanze, atteso che attenua le garanzie poste in via ordinaria a presidio della sicurezza delle cure in favore del cittadino. E invero deve sottolinearsi che il riconoscimento dei titoli e, in generale, le modalità ordinarie di esercizio della professione medica sono strumenti che consentono un controllo preventivo sulla preparazione, sulla formazione e sulla qualificazione di medici provenienti dall’estero. Tutti controlli ai quali un medico italiano è sottoposto senza eccezioni. In tal senso non sembra superfluo richiamare la procedura ordinaria di riconoscimento dei titoli esperita presso il ministero della Salute, tuttora operante”.

Prosegue il presidente Fnomceo: “In altri termini, la comparazione tra i due interessi, in senso giuridico, che vengono in rilievo – e cioè la sicurezza delle cure e il ricorso a mezzi straordinari di reclutamento del personale – a parere della scrivente Fnomceo, ente pubblico non economico, sussidiario dello Stato, non appare giustificare la deroga al sistema di garanzia, specie se questa è determinata da esigenze, tengo a ricordare più̀ volte segnalate dalla Fnomceoche, pur impattando sull’assistenza, sono tutt’altro che improvvise e non altrimenti gestibili con strumenti ordinari”.

Redazione Nurse Times

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