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Liste d’attesa, le novità del Piano nazionale

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Liste d’attesa e rinuncia alle cure: la fotografia Istat
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Prevista, tra l’altro, la possibilità di ottenere prestazioni intramoenia (pagando solo il ticket) quando si superano i temi massimi.

Tempi massimi per garantire le prestazioni di ricovero e ambulatoriali che, se non verranno rispettati, daranno la possibilità al cittadino di ottenerle in intramoenia, pagando solo il ticket. Gestione trasparente e totale visibilità delle agende di prenotazione delle strutture pubbliche e private accreditate. Inoltre dovranno essere garantiti e riportati i tempi massimi di attesa di tutte le prestazioni ambulatoriali in regime di ricovero, prevedendo, per esempio, l’utilizzo delle grandi apparecchiature di diagnostica per immagini per almeno 1’80% della loro capacità produttiva. E i direttori generali delle aziende sanitarie saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi all’efficienza delle liste d’attesa.

Sono alcune delle novità principali del Piano nazionale del Governo sulle liste di attesa per il triennio 2019-2021, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Esso prevede uno stanziamento di 150 milioni per il 2020 e di 100 milioni per il 2021, e istituisce, entro 120 giorni dall’approvazione del Piano stesso, l’Osservatorio nazionale sulle liste di attesa, che avrà il compiti di affiancare Regioni e Province autonome nell’implementazione del progetto del Governo, di provvedere a monitorare l’andamento degli interventi previsti, di rilevare le criticità regionali, di superare le disuguaglianze e di rispondere in modo puntuale ai bisogni dei cittadini.

Tra le ulteriori disposizioni, vi sono le nuove responsabilità dei direttori generali delle aziende sanitarie, i quali saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute. Infatti, coloro che non garantiranno visite ed esami entro il tempo massimo previsto, la gestione trasparente delle prenotazioni da parte delle strutture, e che non assicureranno uno sforzo relativo alla riduzione dei tempi massimi previsti per ottenere le prestazioni non urgenti, potranno essere rimossi dal loro incarico. Le Regioni dovranno adottare il loro Piano liste d’attesa (Prgla), che garantirà tempi massimi per tutte le prestazioni ambulatoriali e per quelle in regime di ricovero erogate sul proprio territorio, che non potranno essere superiori a quelli nazionali.

Redazione Nurse Times

Fonte: Italia Oggi

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