Un professionista della capitale e uno del capoluogo ligure sono finiti nel mirino delle rispettive Procure.
Quello dei Green Pass falsi è un fenomeno in costante e preoccupante crescita, specie in vista dell’obbligo relativo al certificato verde, che entrerà in vigore per tutti i lavoratori italiani il 15 ottobre. Segnalazioni in tal senso sono arrivate alle Procure di Roma e Genova, e riguardano due medici che avrebbero letteralmente fatto “carte false” per favorire alcuni pazienti. Ma andiamo con ordine.
A Roma è finito nel mirino della Procura un medico che, forse in cambio di soldi o favori, avrebbe agevolato l’acquisizione del Green Pass per un centinaio di pazienti, tra cui politici, imprenditori e personaggi dello spettacolo. In che modo? Inserendo patologie inesistenti nel database sanitario per garantire l’esonero dal vaccino anti-Covid, oppure certificando la falsa guarigione dall’infezione o l’avvenuta vaccinazione in Paesi esteri.
Il sistema della tessera sanitaria, infatti, non richiede documenti che confermino quanto dichiarato dai medici, rendendo così automatica l’acquisizione del Green Pass. L’inchiesta, partita da una segnalazione anonima, ha portato alla perquisizione dello studio e dell’abitazione del medico, indagato per falso. Tuttavia, il suo nome non sarebbe ancora stato segnalato né all’Ordine dei medici né all’Asl 1 Roma.
Quanto al caso di Genova, è noto anche il nome del professionista indagato dalla Procura. Si tratta di Roberto Santi, noto nel capoluogo ligure per essere contrario all’obbligo del Green Pass. Non solo. In passato, sui suoi canali social, il medico aveva sostenuto che l’uso della mascherina provocherebbe ipercapnia, un eccessivo accumulo di anidride carbonica nel sangue, e aveva consigliato di curare il coronavirus con bagni caldi e vitamina C in endovena.
Nei suoi confronti l’Ordine dei medici ha aperto un procedimento disciplinare, il primo in Italia a prevedere una sanzione, che dovrebbe essere notificata nei prossimi giorni. Gli accertamenti della Procura, in fase preliminare, sono partiti dalle numerose segnalazioni in merito alla compilazione di certificati per attestare problemi di salute che impediscono non solo la vaccinazione, ma anche l’uso di mascherine. Certificazioni che il dottor Santi avrebbe rilasciato senza visite e dietro pagamento. Per lui potrebbe profilarsi l’accusa di falso in atto pubblico e falso materiale.
Redazione Nurse Times
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