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Chiede di poter dormire dentro l’ambulanza, poi prende a sassate gli operatori del 118

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Chiede di poter dormire dentro l’ambulanza, poi prende a sassate gli operatori del 118
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Un nuovo episodio di violenza nei confronti di alcuni operatori sanitari è stato denunciato dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

Ad avere la peggio è stato l’equipaggio del 118 che staziona a Napoli, in prossimità del parcheggio Metropark. Medico, infermiere ed autista sono stati vittima di una sassaiola in seguito al rifiuto di permettere ad un senzatetto di dormire per alcune ore nel locale dedicato alla squadra di soccorso.

Dopo il primo rifiuto avrebbe poi chiesto di poter dormire direttamente in ambulanza, ma, sentendosi nuovamente respinto, si sarebbe procurato un grosso sasso da scagliare contro le vetrate della postazione m di soccorso, mandando una vetrata in frantumi. Solo grazie alla pellicola oscurante si è potuto evitare che centinaia di schegge di vetro potessero ferire i presenti.

Chiede di poter dormire dentro l’ambulanza, poi prende a sassate gli operatori del 118 1

Contro il clochard sarebbe stata sporta denuncia. Nessuna delle vittime dell’incredibile aggressione ha fortunatamente riportato ferite gravi. Si tratta dell’episodio di violenza numero 21 dell’anno 2019, come ricorda l’associazione a difesa degli operatori del 118.

“Se questa utenza violenza crede di intimorirci e dissuaderci dalla nostra missione, si sbaglia di grosso. Noi andremo avanti e segnaleremo ogni episodio di violenza per assicurare alla giustizia chi ci aggredisce”, afferma il dottor Manuel Ruggero, presidente e fondatore dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

Le denunce di episodi di violenza subiti dai professionisti del soccorso territoriale sarebbero ora in costante aumento, grazie all’opera dell’associazione.

«Merito anche della campagna “Basta violenza” che stiamo facendo dentro i pronto soccorso degli ospedali. Abbiamo affisso degli adesivi per sensibilizzare l’utenza. Prossimamente partiremo con un’altra campagna dal titolo “Io non ho paura” per la quale il personale realizzerà dei video, in cui dirà appunto, di non avere paura delle aggressioni. L’obiettivo è quello di raffreddare la convenzione degli utenti di avere il potere di spaventarci”, conclude il dottor Ruggiero.

Simone Gussoni

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