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Asl Napoli 1: scoperti centinaia di infermieri abusivi negli ospedali pubblici

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Asl Napoli: scoperti centinaia di infermieri abusivi negli ospedali pubblici 1
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Sarebbero centinaia gli infermieri dipendenti della Asl Napoli 1 Centro a non essersi mai iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (ex Collegio Ipasvi) della propria provincia di appartenenza nel corso del loro decennale percorso lavorativo.

Un esercito di infermieri che da decenni però ha lavorato tranquillamente presso diversi ospedali pubblici campani quali il San Giovanni Bosco, ospedale dei Pellegrini, ospedale Loreto Mare, ospedale San Gennaro e relativi distretti, arrivando pure a fare una brillante carriera e raggiungendo la posizione economica D6.

Per questo motivo, dopo la scoperta, la stessa Asl ha deciso di correre ai ripari inviando un comunicato che inviti questo esercito di dipendenti non in regola ad effettuare l’iscrizione all’OPI di Napoli.

Asl Napoli 1: scoperti centinaia di infermieri abusivi negli ospedali pubblici
La stessa azienda sanitaria ha ribadito ai propri dipendenti come il fatto di non essersi mai iscritti all’Ordine integri il reato di cui all’articolo. 348 del c.p. “Abusivo esercizio di una professione” oltre a produrre effetti giuridici sul rapporto lavorativo con la stessa azienda.

L’esercito di infermieri senza requisiti avrebbe ricevuto un ultimatum: entro 15 giorni dovrà essere effettuata l’iscrizione, pena la risoluzione del rapporto lavorativo.

Lo stesso Ordine degli infermieri di Napoli ha specificato come risultino iscritti solo 10.000 infermieri, anche se dovrebbero essere oltre 20.000, secondo le stime FNOPI.

Gli infermieri richiamati dall’Asl napoletana sarebbero tutti stati assunti tra la fine degli anni ‘70 ed i primi anni ‘80, e sarebbero ormai prossimi al pensionamento. Per questo non sembrano affatto intenzionati a regolarizzare la propria posizione.

Starebbero valutando la possibilità di rivolgersi ad un legale per intentare una causa contro l’azienda, ritenuta da loro colpevole di non volerli mandare in pensione senza iscrizione all’Ordine.

Simone Gussoni

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