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Coronavirus, Opi Bari bacchetta la Protezione civile: “Non può scommettere sulla salute di infermieri e medici”.

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Coronavirus, gli Opi abruzzesi scrivono alla Regione: "DPI inadeguati e insufficienti".
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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell’Ordine relativo ai dispositivi arrivati in Puglia dalla Cina.

“La Protezione civile della Puglia autorizza la distribuzione delle tute acquistate dalla Cina prima di ottenere la risposta dell’Inail sulla loro sicurezza di utilizzo. Così facendo, si scommette colpevolmente sulla vita del personale sanitario”. E’ dura la replica del presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche della provincia di Bari, Saverio Andreula, ai chiarimenti offerti dal direttore del Dipartimento Protezione civile della
Puglia, Mario Lerario, sui dispositivi acquistati dalla Cina e arrivati nei giorni scorsi in Puglia per essere distribuiti al personale sanitario.

“Quelle tute – ribadisce Andreula – non possono essere utilizzate dal personale sanitario perché prive delle vigenti certificazioni di legge che le classificano come tute di protezione dal rischio di contaminazione biologica”.

La Protezione civile ha precisato che “il materiale, ai sensi di legge, è stato inviato all’Inail per i relativi riscontri”, motivo che fa arrabbiare ancor di più il presidente Andruela: “Perché è stata autorizzata la loro distribuzione prima di ottenere risposta dall’Inail? Così si scommette sulla vita del personale sanitario poiché si ignorano colpevolmente le leggi che autorizzano in Italia l’uso del materiale medico di contenimento del rischio biologico. La relazione elementare e sommaria che il SIRGIL (relazione firmata da un tecnico della prevenzione e un medico) ha effettuato con la lettura delle schede tecniche – spiega ancora il presidente dell’Opi Bari – non è e non può essere sostitutiva delle prove di laboratorio che l’Inail impone per importare e commercializzare le tute in Italia e in Europa”.

A finire sotto la lente di ingrandimento dell’Opi Bari non sono solo le tute della marca IWODE protection ma di altre ulteriori in distribuzione di
provenienza cinese che gli infermieri operanti in area Covid-19 fotografano e documentano per attestarne l’assenza di certificazione. L’Opi di Bari inoltre ha avviato richiesta di accesso agli atti per dare trasparenza all’attività posta in essere dalla Protezione Civile di Bari a tutela dei propri professionisti. L’Opi di Bari auspica che il nuovo carico di dispositivi in arrivo siano conformi agli standard di sicurezza certificati in Italia.

Redazione Nurse Times

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