Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono il rispetto dell’ordinanza emessa dal Tribunale amministrativo.
“A fronte del pronunciamento del Tar chiediamo alla Regione Puglia di dare seguito alle proprie deliberazioni, garantendo l’applicazione del Contratto di lavoro della sanità privata in tutte le strutture riabilitative accreditate”. Così, in una nota, le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, in seguito all’ordinanza emessa il 7 febbraio dalla Seconda sezione del Tar, al quale si erano rivolte l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) e l’Associazione religiosa degli istituti sociosanitari (Aris).
Al centro della contesa giuridico ammnistrativa, la delibera della Giunta regionale del 28 ottobre 2022, che definiva l’applicazione, da parte dei soggetti accreditati dalla Regione Puglia, del Ccnl della sanità privata, con conseguente aggiornamento delle tariffe regionali per l’assistenza sociosanitaria in favore di soggetti non autosufficienti, disabili, persone con disturbi mentali, persone affette da dipendenze patologiche, soggetti in età evolutiva, persone con disturbi dello spettro autistico, persone nella fase terminale della vita. Aiop e Aris si erano appellate al Tar per chiederne la sospensiva, mentre i sindacati si erano costituiti in opposizione.
Nell’ordinanza del Tar si legge come “appare rientrare nei poteri generali della Regione l’esercizio di un governo dell’offerta in ambito sanitario che avvenga anche tramite la scelta di un particolare contratto collettivo ritenuto applicabile a un determinato settore, in particolare nel caso in cui a tale scelta si coordinino i correlativi adeguamenti tariffari e i parimenti collegati profili contributivi”.
Sottolineano i sindacati: “Vi sono evidenti interessi pubblici sottesi, fa rilevare il Tar. Grazie alla nostra iniziativa la Regione Puglia ha approvato la delibera sugli indirizzi applicativi connessi al rispetto dei contratti collettivi di lavoro del settore. Lo abbiamo fatto in primis perché parliamo di soldi pubblici, che le strutture accreditate ricevono, e quindi ci sembra il minimo il rispetto di una tale norma. Inoltre abbiamo voluto evitare il dumping tra lavoratori operanti nello stesso settore, spesso inquadrati con contratti differenti, pur fornendo stessi servizi all’utenza, e ancor più la concorrenza sleale tra imprese, naturalmente condizionate dal costo del lavoro”.
E ancora: “Chiediamo alla Regione Puglia di procedere speditamente alla sottoscrizione delle pre-intese con i presidi di riabilitazione al fine di approvare il piano di riconversione delle strutture alla luce delle nuove tariffe. Chiediamo inoltre che si proceda a un controllo generalizzato di tutte le strutture riabilitative accreditate per verificare l’applicazione del Contratto. In caso contrario, di procedere con l’iter di revoca degli accreditamenti. La misura è colma e non c’è ulteriore tempo da perdere”.
Redazione Nurse Times
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