“La declaratoria delle funzioni e atti professionali concessi agli OSS con formazione complementare del Veneto, con l’atto in oggetto, a mio modesto avviso determina un “grave vulnus” per tutta la comunità professionale infermieristica italiana, espropriata della sua “infungibilità” professionale” ha detto il presidente di Opi Bari, Saverio Andreula.
La regione Veneto ha inaugurato il percorso formativo supplementare per l’operatore socio sanitario. “Una sommaria analisi del provvedimento, adottato … “al fine di contrastare la carenza di personale dovuta all’emergenza pandemica”, per i contenuti che riporta, è motivo di forte preoccupazione per la comunità professionale in terra di Bari” denuncia Andreula.
“È una ulteriore scempiaggine sull’argomento, configgente con l’attuale ordinamento sanitario che assegna al profilo di Operatore Socio Sanitario, in quanto figura di supporto dell’assistenza, attività e mansioni di esclusiva rilevanza domestico – alberghiero. A nessuno dovrebbe essere consentito lo svolgimento di attività infermieristiche, patrimonio esclusivo di esercizio professionale dallo Stato attribuito in esclusiva agli Infermieri” aggiunge il presidente Opi, che trasferisce le sue preoccupazioni alle SS. LL. “per chiedere di conoscere il parere autorevole delle SS. LL. e le eventuali iniziative che si ritiene di attivare”.
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