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Roma, assenteismo agli Ifo: 34 indagati rischiano rinvio a giudizio

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Roma, assenteismo agli Ifo: 34 indagati rischiano rinvio a giudizio
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Tra i cosiddetti “stakanovisti della strisciata”, accusati di truffa ai danni dello Stato, figurano infermieri, tecnici e impiegati dell’Istituto tumori Regina Elena e dell’Istituto dermatologico San Gallicano di Roma. Spesso si coprivano a vicenda, usando l’uno il badge dell’altro per nascondere le assenze.

Il badge per allontanarsi dal lavoro agli Ifo (Istituti fisioterapici ospitalieri) senza giustificazione lo hanno usato così tante volte da guadagnarsi il soprannome di “stakanovisti della strisciata”. Così sono stati individuati dai carabinieri dell’Eur i 34 infermieri, tecnici e impiegati dell’Istituto tumori Regina Elena e Istituto dermatologico San Gallicano di Roma, ora accusati di truffa ai danni dello Stato. Nei loro confronti la Procura ha chiuso le indagini, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio.

In cima alla lista figurano M.C., operatore sanitario, e la sua convivente R.P., collaboratrice a tempo determinato. Per gli inquirenti, la coppia è risultata assente ingiustificata 75 volte, usando l’uno il badge dell’altro per nascondere le assenze. A seguire, nell’elenco degli indagati si trova un’altra coppia, C.F. e E.G., che hanno strisciato una per l’altra 62 volte. Il terzo posto, dalla lettura degli atti, lo ottengono L.T. e P.P., che per 53 volte sono risultati assenti senza motivo, coprendosi a vicenda.

Gli episodi sono concentrati nel periodo 2018-2019. Dove siano andati gli assenteisti una volta strisciato il badge non è stato oggetto dell’indagine.

Di certo non sono rimasti negli Ifo, perché le macchine di molti dei 34 indagati sono state “beccate” mentre sfrecciavano oltre l’uscita dalle telecamere di sorveglianza installate davanti ai dispositivi che registrano le timbrature. In alcuni casi sono stati utilizzati anche i sistemi gps delle auto, ma solo per verificare l’allontanamento dal luogo di lavoro.

Gli investigatori, nell’informativa alla Procura, sottolineano: “Le condotte sono gravi, se si considera che le diagnosi precoci per i tumori possono salvare una vita”. Infatti, aggiungono gli inquirenti, “le assenze del personale incidono sulle prestazioni, e soprattutto sui tempi d’attesa per i pazienti in lista”. L’indagine è stata avviata dal pm Antonio Clemente in seguito alla denuncia dei dirigenti, insospettiti dalle anomale assenze di alcuni dipendenti. A quantificare il danno sarà la Corte dei Conti, cui la Procura ha inviato gli atti. “Dimostreremo l’estraneità dei nostri assistiti”, dicono gli avvocati che difendono alcuni degli indagati.

Redazione Nurse Times

Fonte: Corriere della Sera

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