Vademecum per pazienti ustionati positivi al Covid

Sono 1.500 i pazienti ricoverati ogni anno nei centri ustioni di tutta Italia. Migliaia le persone non ricoverate e gestite in strutture anche non ospedaliere. La vicenda di Gianni Morandi, gravemente ustionato a gambe e braccia mentre lavorava i suoi terreni in campagna, ha acceso i riflettori sul tema.

Secondo le ultime ricerche, riporta Dire, l’alcol è il maggiore agente ustionante (29,54%), seguono la fiamma (23,95%) e i liquidi (22,55%). Percentuali più basse per gli agenti chimici (2,79%) e l’elettricità (2,20%). Il 18,96% rientra nella categoria ‘altro’.

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L’abitazione è il luogo dove si registra il numero più elevato di incidenti (79%), poi il lavoro (7%)e gli incidenti stradali (4%). Nella categoria ‘altro’ rientra il restante 10%.

Ustionati positivi al Covid: come vengono gestiti

“Da quando è scattata l’emergenza come Società ci siamo preoccupati innanzitutto di tutelare i malati che sono ricoverati presso i centri ustioni. Per fare questo abbiamo dovuto imporre ai nostri direttori generali un vademecum che indica come comportarsi in caso di arrivo di ustionati già dichiarati positivi o da valutare o meno se fossero positivi” ha detto il professor Antonio Di Lonardo, direttore del Centro grandi ustionati di Pisa e presidente della Società italiana ustioni (Siust).

“Abbiamo escluso la possibilità che pazienti positivi giungano nei nostri reparti- ha aggiunto- perché metterebbero a repentaglio la vita dei pazienti ricoverati che sono molto instabili e fragili dal punto di vista immunitario”.

“Per questo abbiamo deciso di ricoverare questi pazienti nelle strutture adibite al controllo di quelli Covid positivi e saremo noi ad andare da loro ad operarli, a curarli e a medicarli laddove ce ne fosse bisogno

. Un fatto già avvenuto per due persone positive, che sono state curate ed operate presso strutture Covid attrezzate anche di sala operatoria” ha concluso il presidente Siust.

Il professor Di Lonardo ha delineato a grandi linee la mission per la sua prossima presidenza Siust che si occuperà anche di lavorare per ottenere esenzioni per le cure dei pazienti ustionati. Attenzione particolare sarà rivolta a specifici piani nazionali di maxi emergenza con elevato numero di pazienti ustionati. Tali piani attualmente non sono disponibili in Italia ma sono necessari per poter gestire maxi emergenze, come la strage Livorno, che il professor Di Lonardo insieme ad altri centri ustioni si è trovato a fronteggiare.

Fonte: Agenzia DIRE

Cristiana Toscano

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