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Sanità territoriale, Bottega (Nursind): “Per potenziarla davvero bisogna investire sul capitale umano”

Il segretario nazionale del sindacato infermieristico, da noi contattato, interviene nel dibattito sui nuovi presidi previsti da Pnrr e DM 77, sostanziamente bocciati dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.

“Le case di comunità, così come sono state immaginate, non soddisfano l’esigenza di sanità territoriale di cui abbiamo bisogno”. Con queste parole il sottosergretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha sostanzialmente ribadito la propria bocciatura nei confronti dei nuovi presidi sanitari previsti da Pnrr e DM 77. Sul tema abbiamo interpellato Andrea Bottega, segretario nazionale del sindacato Nursind.

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“Il progetto relativo all’istituzione di case e ospedali di comunità, oltre che dell’infermiere di famiglia, è stato approvato dall’Europa, che infatti ha deciso di finanziarlo. Quindi ben poco si potrà fare per stravolgerlo, come del resto ha sottolineato lo stesso Gemmato. Tuttavia concordo col sottosegretario quando esprime dubbi sulla possibilità di implementare questi nuovi modelli organizzativi. O almeno concordo nella misura in cui fa riferimento alla mancanza delle risorse umane necessarie in tal senso”.

Un concetto, questo, che Bottega spiega in termini molto chiari: “Sono stati approvati investimenti per circa 20 miliardi di euro, da destinare alle nuove strutture. Il problema è che manca il capitale umano da inserire in queste strutture, anche perché i giovani sono sempre meno attratti dalle professioni sanitarie. I nuovi presidi creano l’attesa di servizi efficienti e più vicini al cittadino, ma per potenziare davvero l’assistenza territoriale servirebbero stanziamenti anche per il capitale umano. Purtroppo tali stanziamenti non si trovano. E non ve n’è traccia nemmeno nella bozza della nuova Legge di Bilancio”.

Insomma, difficile parlare di un reale potenziamento della sanità territoriale: “Più che a un potenziamento, siamo di fronte a un restyling, ma non basta modificare il nome delle strutture già esistenti per cambiare concretamente le cose. Sono lieto che si vogliano decomprimere gli ospedali e recuperare le liste d’attesa, ma per raggiungere questi obiettivi è necessario – lo ribadisco – stanziare risorse anche per il personale”.

Chiusura dedicata al profilo dell’infermiere di famiglia e a un appuntamento molto importante per il sindacato di cui Bottega è leader: “L’infermiere di famiglia è una figura fondamentale, ma va definita meglio, chiarendo ad esempio quale sia il percorso di studi per conseguire la relativa qualifica. Anche di questo si parlerà durante la seconda giornata del Congresso nazionale Nursind, in programma a Roma dal 5 al 7 dicembre”.

Redazione Nurse Times

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