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Malattia di Crohn: approvato in Italia un nuovo farmaco

Il farmaco ha come bersaglio le citochine dell’interleuchina (IL)-12 e IL-23. Approvato in Italia, è il primo di una nuova classe di anticorpi monoclonali indicati per questa patologia. Oltre ad agire rapidamente, ha un effetto sostenuto nel tempo.

Un cortometraggio sarà proiettato da ottobre per informare e sensibilizzare. Approvato anche un nuovo farmaco.

La malattia di Crohn è spesso causa di disagio sociale perché “ha un importante impatto su diversi aspetti della vita quotidiana”. Parola di Enrica Previtali, presidente di AMICI Onlus (l’associazione che tutela le persone colpite dalle malattie infiammatorie croniche dell’intestino), che aggiunge: “Rende difficili tanto le relazioni personali e più intime quanto quelle lavorative e sociali. È una malattia di cui non si parla perché imbarazzante, per via dei classici sintomi. Spesso i malati soffrono in silenzio. A volte rischiano il posto di lavoro per le numerose assenze a cui sono costretti. È fondamentale che di questa malattia si parli e la si conosca”.

Per venire incontro a questa esigenza, a partire da ottobre, sarà portata nelle sale cinematografiche italiane la campagna sociale Aspettando Crohn. L’agenda impossibile, consistente un cortometraggio realizzato dal trio comico The Pills (clicca QUI per vederlo). L’iniziativa è patrocinata da AMICI Onlus e IG-IBD (Italian Group for the Study of Inflammatory Bowel Diseases), ed è promossa da Janssen Italia per favorire l’informazione e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia.

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Insieme alla campagna è stato presentato anche un nuovo farmaco, chiamato Ustekinumab, che ha come bersaglio le citochine dell’interleuchina (IL)-12 e IL-23. Approvato in Italia, è il primo di una nuova classe di anticorpi monoclonali indicati per questa patologia. Oltre ad agire rapidamente, ha un effetto sostenuto nel tempo.

“Oggi il più grande bisogno ancora non soddisfatto delle persone affette dalla malattia di Crohn

– sostiene Silvio Danese, responsabile del Centro per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, Istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI) – è combinare un miglioramento repentino, che possa risolvere la dolorosa fase acuta, con l’efficacia mantenuta nel lungo periodo, così da permettere al paziente di stare bene negli anni, senza dover affrontare ricadute e cambi di terapie. Questa nuova opzione terapeutica apre un ampio orizzonte, quello del più lungo periodo libero da malattia mai osservato finora”.

La malattia di Crohn colpisce il tratto gastrointestinale e si localizza solitamente nell’ultima parte dell’intestino tenue o nel colon, ma può estendersi dalla bocca all’ano. È causata da un’alterata risposta del sistema immunitario al cibo, ai batteri e ad altre entità, che vengono erroneamente scambiate per sostanze estranee. Si presenta prevalentemente in età giovanile (20-30 anni), più raramente nella terza età (65 anni), ma può colpire anche bambini e adolescenti.

Si calcola che in Italia ci siano almeno 150mila persone alle prese con malattie infiammatorie intestinali, di cui circa 70mila affette dalla malattia di Crohn, molto invalidante. La diarrea è il sintomo più comune, a cui si aggiungono dolori addominali e crampi, affaticamento, perdita di peso, sangue e muco nelle feci, talvolta blocchi intestinali, fistole e ulcere. A causa di uno scarso assorbimento dei nutrienti, la malattia di Crohn può provocare perdita di peso e sintomi correlati alla mancanza di vitamine e oligoelementi.

 

Giuseppe Papagni

 

Giuseppe Papagni

Nato a Bisceglie, nella sesta provincia pugliese, infermiere dal 94, fondatore del gruppo Facebook "infermiere professionista della salute", impegnato nella rappresentanza professionale, la sua passione per l'infermieristica vede la sua massima espressione nella realizzazione del progetto NurseTimes...

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