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La Consulta Giovani di OPI Torino diventa un modello da seguire: «Un esempio per coinvolgere i nuovi infermieri»

La Consulta giovani, istituita dall’Ordine delle professioni infermieristiche piemontese per coinvolgere i nuovi professionisti della sanità, fa sempre più scuola fuori dai propri confini. Ed ecco che il “modello Torino” diventa un esempio da esportare anche in altre Regioni d’Italia.  

A poco più di due anni dalla sua nascita infatti, la Consulta Giovani di OPI Torino rappresenta uno strumento efficace di vivace aggregazione partecipata e di avvicinamento dei giovani infermieri alla politica professionale. Ad oggi sono più di ottanta le nuove leve che, attraverso progetti propri e collaborazioni con l’Ordine ed altri enti istituzionali, contribuiscono a far conoscere la professione infermieristica alla cittadinanza piemontese. Figure preziose per promuovere e sviluppare, nella formazione culturale di chi vuole intraprendere la professione, la consapevolezza della funzione dell’infermiere. 

«Il “modello Torino” funziona – spiega con entusiasmo Alessio Rizzo, consigliere di OPI e fondatore della Consulta giovani – Lo si è notato anche al di fuori del Piemonte. Dall’inizio di quest’anno svariate realtà ordinistiche di altre province d’Italia hanno richiesto ai giovani infermieri torinesi un supporto progettuale per l’avviamento di simili organismi nei loro contesti. Siamo contenti di quello che stiamo realizzando. Essere utilizzati come modello virtuoso ci riempie di orgoglio e ci spinge a continuare su questa strada. Lo sviluppo di reti tra professionisti è indispensabile per generare valore in una professione che evolve. Consulte giovani simili e con la stessa mission sono sicuramente un utile strumento di networking». 

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Ieri, nell’ambito di uno dei progetti di avviamento ai quali la Consulta sta contribuendo, l’assemblea generale dei giovani infermieri ha ospitato nelle aule di via Stellone Marta Zanin e Silvia Converso, consigliere provinciali di OPI Rovigo che da mesi, sull’esempio del “modello Torino”, stanno portando avanti un progetto per far nascere una consulta anche nella provincia veneta. 

«È stata un’esperienza entusiasmante – dice Zanin – che ci ha permesso di addentrarci nell’organizzazione della Consulta e che ci ha trasmesso la passione che i nostri colleghi mettono nelle iniziative e nei progetti che realizzano. Li ringraziamo per la calorosa accoglienza e per gli spunti che ci hanno dato per intraprendere questo percorso anche nella realtà di Rovigo. È stata un’ottima occasione per arricchire le nostre esperienze e per avviare una proficua collaborazione».

 

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