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Fnopo: “Formazione è determinante per professionisti sanitari”

Il segretario della Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica, Elsa del Bo, sottolinea l’importanza dell’aggiornamento professionale.

«La formazione post-base, quindi anche l’aggiornamento e l’educazione continua in medicina, è assolutamente rilevante e determinante per un professionista sanitario. Il compito dell’Ordine è proprio quello di certificare la qualità del professionista. Al di là del fatto che aggiornarsi, per un professionista, è anche un dovere etico, oltre che un obbligo stabilito dalla legge». Intervistata da Sanità Informazione, Elsa Del Bo, segretario della Federazione nazionale degli Ordini della professione di ostetrica (Fnopo), sottolinea così l’importanza dell’aggiornamento professionale.

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«La cultura dell’aggiornamento – spiega Del Bo – è già entrata a far parte della mentalità dei professionisti sanitari, molto di più rispetto ad anni fa. Gli stessi operatori sentono l’esigenza di aggiornarsi e frequentare corsi e convegni. Dopo la pandemia, la formazione continua in medicina potrebbe cambiare, perché bisogna tener conto di tutto quello che è successo in questi quasi due anni. Occorre un rinnovamento per incentivare e implementare l’aspetto formativo, dando ai professionisti post-Covid una motivazione in più per perseguire l’educazione continua in medicina».

Come dichiarato di recente dal sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri

, ci saranno tre mesi di tempo per recuperare i crediti dei trienni formativi 2014-2016 e 2017-2019. Poi gli Ordini inizieranno le verifiche sugli iscritti e applicheranno le sanzioni previste dalla legge: dal semplice richiamo alla sospensione, fino alla radiazione. «Il comitato centrale manderà una circolare per comunicare alle nostre ostetriche che devono mettersi in regola – conclude il segretario Fnopo –. Il dovere degli Ordini è quello di certificare la qualità del professionista, e ciò si fa attraverso l’aggiornamento. Tanto è vero che la formazione continua è presente anche negli altri Paesi europei».

Redazione Nurse Times

Fonte: Sanità Informazione

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