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Fials Bergamo contro il mancato riconoscimento Infortunio – Malattia da COVID-19

Di seguito la nota del Segretario Generale FIALS Bergamo, Alfredo De Marchi sul mancato riconoscimento Infortunio – Malattia da COVID-19 contratta dagli operatori sanitari dipendenti di Aziende Sanitarie di Bergamo e Provincia, considerazioni di merito e di metodo. 

In via preliminare s’intende esprimere aperto dissenso per il ritardo di alcune Aziende Sanitarie Bergamasche di assolvere l’obbligo di effettuare, la denuncia/comunicazione d’infortunio ai sensi dell’articolo 53 D.P.R 30/6/1965, 1124 e. S.m.i. Come ad esempio, ASST PG23 – soltanto nel mese  di dicembre 2020 ha avviato le procedure di trasmissione degli infortuni riferiti al periodo  20/2/2020 – 30/4/2020. (incomprensibile). 

Suscitano sorpresa i numerosi dinieghi espressi dalle commissioni mediche I.N.A.I.L. di riconoscere le infezioni da Covid 19 contratte dal personale, dipendete nell’esercizio delle proprie funzioni svolte presso le strutture Sanitarie Bergamasche. Il fatto che l’I.N.A.I.L. rigetti il riconoscimento dell’infortunio per asserita mancanza il nesso di causalità materiale tra malattia  riscontrata e Contaminazione avvenuta in occasione di lavoro appare riduttivo e superficiale. 

Disattende inoltre alle disposizioni emanate dalla Direzione Centrale INAIL che, trasmetteva alle strutture centrali Territoriali del medesimo istituto di identificare come infortunio le affezioni infettive e parassitarie e inquadrate nell’abito di rischio Professionale, secondo il principio affermato dalla Corte di Cassazione, sentenze: 5764/1982- n. 8058/1991- n. 3090 /1992 – n. 1373  e 6390/1998 .

In base alle istruzioni emanate dalla direzione Generale INAIL nella suddetta circolare, e la trattazione dei casi di malattie infettive e parassitarie, la tutela assicurativa si estende anche alle  ipotesi in cui l’identificazione delle precise e modi lavorativi del contagio si presenti problematica. Ne discende che, ove l’episodio che ha determinato il contagio non sia percepito o non può essere  provato dal lavoratore, si deve comunque presumere che lo stesso si sia verificato in considerazione  delle mansioni svolte in ambienti infettati dal COVID-19 e di ogni altro indizio che in tal senso  deponga. Si aggiungendo che, l’elevato rischio di contagio ricaduto sugli operatori sanitari va  commisurato con il dato epidemiologico Territoriale.  

La decisione assunta dalle sedi Territoriali INAIL di Bergamo di non riconoscere l’infortunio al personale sanitario
che ha contratto l’infezione da Covid 19, ci lascia molto perplessi, data l’evidente esposizione lavorativa, sia essa diretta o riflessa degli stessi a contatto con pazienti Covid. 

Sicuramente i burocrati accertatori non danno alcun peso al momento emergenziale che ha coinvolto Bergamo e Provincia che già dal mese di Novembre e Dicembre 2019 erano state riscontrate numerose Polmoniti Sospette.  

Sarà sfuggito che da dicembre Bergamo era già invasa dal Coronavirus; Senza saperlo, o meglio, senza conoscere il nome del nemico invisibile che stava già picchiando sui polmoni. Infatti, a  quell’epoca in tutti gli Ospedali vi erano moltissimi pazienti e operatori sanitari affetti da COVID  -19 – anche asintomatici – Pazienti ricoverati collocati nei ripostigli, sulle barelle, per terra ecc. 

L’enorme sacrificio, lo stress e il dolore patito da tutto il personale per fronteggiare un triage di  guerra ; “ Definiti con sospetto opportunismo Eroi – Ma nei fatti Danneggiati ” . 

Suscita in noi sconforto e indignazione rilevare che l’I.N.A.I.L motiva il riconoscimento del nesso  di causalità tra l’evento denunciato e la lesione accertata. A tal proposito, è già stata deposito alla  camera dei deputati apposita interpellanza).  

Perciò, al di là di ogni ragionevole dubbio si ritiene che a tutto il personale Sanitario che ha  contratto l’infezione da COVID 19 – debba essere riconosciuto l’infortunio o malattia  Professionale . 

Avvertiamo che, alla presenza di ulteriore inerzia da parte di codesto istituto, indurrà la nostra  Federazione Sindacale a demandare al nostro legale di fiducia d’intraprendere le azioni necessarie  consentite dalla Legge.  

F.to Il Segretario Generale FIALS Bergamo, Alfredo De Marchi.  

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