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Emergenza morbillo in Africa: le difficoltà del Congo e l’impegno dell’Uganda

La logistica è uno dei principali ostacoli all’arrivo di aiuti umanitari. Scendono in campo anche i droni per distribuire farmaci.

«Sono contento di vaccinare le mie bambine. Avere figli malati rende tutto molto più difficile in famiglia. Se si ammala una di loro, anche le altre soffrono». Intervistati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Hypolite Mandala e sua moglie Nadage, entrambi della Repubblica Democratica del Congo, sono contenti di essere stati i primi a vaccinare contro il morbillo le loro tre gemelle di tre anni. Non è stato facile, però. Il vaccino ha dovuto percorrere 400 chilometri dalla capitale, Kinshasa, per arrivare allo Nzombi Health Centre, una struttura sanitaria nel villaggio meridionale di Masi Manimba. Nonostante Kinshasa sia uno dei centri più sofisticati dell’Africa nel settore sanitario, sono diverse le difficoltà nell’organizzare le varie campagne di vaccinazione per tutto il territorio. Spesso, infatti, i vaccini non bastano a fermare un’epidemia. Una delle principali sfide in Africa rimane la logistica. In vari Paesi ci sono aree inaccessibili agli operatori umanitari e persino ai funzionari governativi. Il contesto ambientale e i deficitari livelli di sicurezza rappresentano le maggiori preoccupazioni nel raggiungere le popolazioni più isolate. Inoltre sono numerosi i casi in
cui è la gente del posto che invece necessita di percorrere decine di chilometri per arrivare nel primo centro sanitario fornito di vaccini. In Congo l’attuale epidemia sta uccidendo a ritmi impressionanti. “Stiamo cercando di raggiungere oltre 825mila bambini tra i 6 e i 59 mesi – hanno dichiarato le autorità locali -. Per il momento abbiamo registrato più di 200mila casi sospetti e almeno 4mila decessi, in gran parte minorenni”. L’Uganda è invece pronta a lanciare una campagna di massa contro morbillo, poliomielite e rosolia. Circa 18 milioni di minori, il 43% della popolazione, saranno vaccinati nei prossimi giorni. Ci saranno cinque giorni di intense vaccinazioni su tutto il territorio. Insieme all’Oms sono stati coinvolti i colleghi del Governo ugandese, dell’Alleanza per i vaccini Gavi, e di Unicef. La radio è uno dei mezzi di comunicazioni maggiormente usati in Africa per avvertire le famiglie della campagna di vaccinazione in corso. Per estendere il più possibile il loro intervento, i governi e le organizzazioni umanitarie hanno inoltre iniziato a usare droni in grado di distribuire farmaci anche nei luoghi meno accessibili. Redazione Nurse Times Fonte: Avvenire  
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