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Covid-19: dall’uso all’abuso letale dei disinfettanti alcolici

Quando ancora non si conosceva bene il Covid-19, si è pensato che chi più avrebbe usato i disinfettanti più sarebbe stato al sicuro. Ben presto problematiche subdole hanno cominciato a minacciare la popolazione.

L’uso e l’abuso di disinfettanti alcolici era iniziato

Il pericolo dei disinfettanti alcolici

L’intento di debellare ed eliminare il virus dalla nostra vita e dal nostro spazio circostante ci ha sempre messo in ansia. Le raccomandazioni da inizio pandemia già ci spingevano verso un indispensabile uso della prima “arma” individuata: i disinfettanti alcolici e igienizzanti.

Cosa e quali sono gli igienizzanti a base di alcol

Da quando il Covid-19 ha invaso la vita globale i disinfettanti per le mani a base alcolica sono sulla bocca, e sulla pelle di ognuno. Il primo ed indispensabile movimento di miliardi di persone si è avuto con l’incetta nei supermercati per averne una scorta in casa.

I disinfettanti per le mani a base di alcol possono essere liquidi, gel o schiume contenenti tra il 60 e il 95% di alcol etilico (etanolo) o il 70-95% di alcol isopropilico (isopropanolo) utilizzati per disinfettare le mani.

Attualmente un enorme quantitativo di tali dispositivi si trova nell’ambiente domestico ma anche disponibile negli ospedali, nelle scuole, nei luoghi di lavoro.

In questi luoghi è tanto concomitante quanto non percepito un pericolo sulla tossicità e letalità dell’ingestione involontaria o intenzionale dei disinfettanti alcolici.

I primi allarmi sull’abuso disinfettanti idroalcolici

All’inizio pandemia (primo trimestre 2020) si constatò un’impennata delle consulenze per intossicazioni domestiche da disinfettanti del 65%, con un picco del 135% per l’età inferiore ai 5 anni.

Quando, infatti in Italia le scorte dei presidi in commercio andarono esaurite a causa della corsa all’accaparramento, il timore che la gente ricorresse ad “auto-preparazioni” casalinghe pericolose divenne alto.

Il rischio casalingo: dall’uso all’abuso letale degli igienizzanti fai-da-te

Si pensava che sarebbe stato semplice come preparare una torta per la famiglia, ignorando però l’alta tossicità degli ingredienti. L’affannarsi continuo per tenere lontano il Covid-19 dalle nostre case ci ha spinto a provare di tutto.

Attingendo dai tutorial non sempre validi molte persone sono incappate in problematiche serie. Si è visto che le istruzioni “fai-da-te” racchiudevano virtù latenti e letali.

La paura spingeva ad esempio, all’immersione completa della mascherina in preparati chimici, e ad un uso immediato, determinando poi un quantitativo tossico enorme per inalazione.

Si reperivano ovunque diverse sostanze incompatibili tra loro e con reazione inaspettata per i non addetti ai lavori. Si assisteva quasi ad un abuso letale.

Molti prodotti come cloro, aceto, alcol, acqua ossigenata, ed altro ancora erano nei nostri incubi ed in essi nuotavamo.

Era impossibile recepire subito delle regole indispensabili per evitare un mix “distruttivo”.

Nella corsa a costruire il disinfettante Covid-19, cosa succede se si miscelano sostanza incompatibili?

  • Candeggina + aceto = gas di cloro (può portare a tosse, problemi respiratori, bruciore e lacrimazione agli occhi);
  • Perossido di idrogeno + aceto = acido peracetico / perossiacetico (può essere altamente corrosivo).
  • Candeggina + ammoniaca = cloramina (può causare mancanza di respiro e dolore toracico);
  • Candeggina + alcol denaturato = cloroformio (altamente tossico);

Di conseguenza è alta la possibilità di abbandonare ignote bottigliette con miscela “esplosiva” in ogni angolo della casa a disposizione di bambini ignari e curiosi.

I danni collaterali dai disinfettanti idroalcolici

Supposizioni azzeccate per gli esperti italiani, confermate anche da successivi studi internazionali in particolare britannici e statunitensi pubblicati rispettivamente su BMJ Evidence Based Medicine e sulla rivista dei CDC di Atlanta. Sulla ricerca britannica si sono analizzati tra l’atro due casi di intossicazione letale.

Sono stati segnalati casi lievi con broncospasmo e necessità di ricovero in soggetti che dopo l’acquisto avevano disinfettato tutti i loro prodotti usando grandi quantitativi di alcool o candeggina (ancora peggio miscelando candeggina e aceto).

Gli studi internazionali

In agosto un articolo pubblicato dai CDC di Atlanta (Centers for Disease Control and Prevention), metteva in guardia i medici nei confronti dell’ingestione anche accidentale di metanolo, contenuto in alcuni gel disinfettanti per le mani importati dall’estero. Si sottolineava la possibile intossicazione con crisi epilettiche e cecità, dopo l’uso di prodotti non controllati e non autorizzati.

Novità arrivano da un articolo pubblicato su Morbidity and Mortality Weekly Report, prestigiosa rivista dei CDC.

Nel primo trimestre del 2020 il sistema nazionale di registrazione degli avvelenamenti negli Stati Uniti, ha registrato un incremento del 20,4% delle segnalazioni riguardanti prodotti di pulizia e del 16,4% riguardo ai disinfettanti, rispetto al 2019.

Si è visto che durante il periodo, i centri antiveleni hanno ricevuto 45.550 chiamate di esposizione relative a detergenti (28.158) e disinfettanti (17.392).

Il numero giornaliero di chiamate ai centri è aumentato notevolmente all’inizio di marzo 2020 per esposizioni sia a detergenti che a disinfettanti.L’aumento delle chiamate totali è stato osservato in tutti i gruppi di età.

Tuttavia, le esposizioni tra i bambini di età ≤5 anni hanno rappresentato costantemente una grande percentuale delle chiamate totali nel periodo di studio di 3 mesi per ogni anno (intervallo = 39,9% –47,3%).

Si è notata che tra tutte le categorie di detergenti, quelli a base di cloro hanno rappresentato la percentuale più alta dell’aumento (1.949; 62,1%), mentre i disinfettanti non alcolici (1.684; 36,7%) e disinfettanti per le mani (1.684; 36,7%) hanno rappresentato le maggiori percentuali di aumento tra le categorie di disinfettanti.

Tra tutte le vie di esposizione, l’inalazione ha rappresentato la maggior crescita percentuale tra il 2019 e il 2020, con un aumento del 35,3% (da 4.713 a 6.379) per tutti i detergenti e un aumento del 108,8% (da 569 a 1.188) per tutti i disinfettanti.

Le persone fragili più esposte che abusano dei disinfettanti

Bambini, persone con problemi psichiarici e istinto suicidario, alcolisti, anziani soli con deficit cognitivi, erano quelli più a rischio.

Il delirio di disinfettare

Una donna ascoltando in Tv la raccomandazione di disinfettare tutti i generi alimentari acquistati prima di consumarli escogitò uno stratagemma veloce ma pericoloso.

Riempì il lavandino con una miscela di candeggina al 10%, aceto e acqua calda e mise a mollo i suoi prodotti.

Intenta a pulirne degli altri, avvertì un odore acre di cloro proveniente proprio dal lavandino della cucina. Immediatamente accusò difficoltà respiratoria con tosse, ma riuscì comunque a stenti chiamare i soccorsi.

Le venne riscontrata una lieve ipossiemia e condizione di respiro sibilante, e fu trattata con ossigeno e broncodilatatori.

Dopo controllo radiografico risultato negativo rientrò a casa dopo poche ore di osservazione.

I bambini

Da subito il pensiero andava ai bambini. Per paura del contagio o per la chiusura scolastica rimanevano di più a casa ed avevano maggiormente sotto mano le bottigliette di gel disinfettante. Gliele lasciavano i genitori in un eccesso di pericoloso zelo.

In un caso studiato, un bambino ingerì una bottiglietta di disinfettante per mani a base di etanolo. Venne ritrovato a terra in casa privo di sensi, vicino al contenitore aperto e vuoto.

In ospedale dopo controlli ematici gli venne riscontrato un livello di alcool molto elevato 273 mg/dl (la Legge nel Regno Unito stabilisce il limite a 80 mg/dl in stato di guida).

Ricoverato in terapia intensiva pediatrica fu dimesso dopo 48 ore di osservazione, dopo miglioramento.

Decesso in ambito psichiatrico per intossicazione da igienizzante

Ai primi del mese di dicembre la rivista BMJ Evidence Based Medicine, diede risalto a due casi di decesso per abuso di disinfettante alcolico.

La causa fu l’ingestione di un grande quantitativo di gel idroalcolico da parte di pazienti in terapia antidepressiva.

In un caso, una giovane donna, ricoverata in un reparto psichiatrico e trattata con l’antidepressivo venlafaxina, è stata trovata morta nel suo letto, con un contenitore di gel igienizzante per le mani accanto a lei.

Si constatò come il gel disinfettante fosse facilmente reperibile da tutti i pazienti da un distributore comune in reparto. Addirittura gli era permesso riempire di gel alcolico tazze o altri contenitori da tenere nelle proprie stanze.

Il medico legale stabilì che il decesso fu provocato dall’ingestione di alcool e venlafaxina.

Gli anziani

Un uomo di 76 anni ingerì involontariamente una quantitativo sconosciuto di schiuma disinfettante per le mani a base di alcol, che era stata attaccata ai piedi del suo letto d’ospedale.

Probabilmente era usato come presidio igienizzante immediato dal personale sanitario.

Negli ultimi mesi era diventato sempre più confuso a causa di una demenza vascolare. Come storia clinica agitazione e depressione, che veniva trattata con antidepressivi.

Ricoverato in terapia intensiva, con l’intenzione di consentire il metabolismo naturale dell’alto livello di alcol nel suo sangue, sviluppò complicazioni gravi e morì nel giro di una settimana.

La causa primaria di morte fu registrata come polmonite e avvelenamento acuto da alcol, secondari a delirio acuto e malattia coronarica.

Dopo immediata inchiesta medico legale e clamore mediatico vennero introdotti dei distributori con sistema di sicurezza per i pazienti.

Inoltre una normativa obbligò il personale sanitario a munirsi di disinfettanti portatili da avere sempre addosso.

Un possibile abuso di igienizzante alcolico per gli alcolisti

Il pericolo incombe anche per gli alcolisti. In assenza di alcolici potrebbero essere tentati di ingerire i disinfettanti a base alcolica, soprattutto se sono stati trattati con profumi all’essenza di agrumi.

Così come avviene per i farmaci per renderli più palatabili per i bambini.

Attenzione all’abuso di disinfettanti alcolici

Non è da escludere il fatto che i disinfettanti abbiano un ruolo essenziale nel controllo delle infezioni. Si sente d’altronde il bisogno di una campagna informativa mirata alla conoscenza dell’uso e dell’abuso.

Tutti gli esempi di studio menzionati nei mesi scorsi, non sono passati. Statisticamente in ogni parte del mondo c’è un pericolo derivato dal possibile abuso di igienizzanti.

Il pericolo che in un prossimo futuro avremo a che fare anche i danni e le morti dovuti alla tossicità di essi è imminente. E’ un dato di fatto già dimostrabile.

Non sono nuovi infatti, studi relativi all’esposizione e all’uso dei lavoratori a sostanze chimiche come disinfettanti e sterilizzanti tipo “biocidi” (aumento del 65% del cancro alla tiroide, Zhang 2017, Yale Univ.).

L’aumento di consapevolezza dei potenziali danni sui prodotti disinfettanti è necessario e non più prorogabile.

Giovanni Trianni infermiere legale forense

Fonti:

  • Richards GC Alcohol-based hand sanitisers: a warning to mitigate future poisonings and deaths,BMJ Evidence-Based Medicine Published Online First: 01 December 2020. doi: 10.1136/bmjebm-2020-111568
  • Richards GC, Aronson JK, Heneghan C, Coroners’ concerns to prevent harms: a series of coroners’ case reports to serve patient safety and educate the public, clinicians and policy-makers, BMJ Evidence-Based Medicine Published Online First: 01 December 2020. doi: 10.1136/bmjebm-2020-111567
  • Chang A, Schnall AH, Law R, et al. Cleaning and Disinfectant Chemical Exposures and Temporal Associations with COVID-19 — National Poison Data System, United States, January 1, 2020–March 31, 2020. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 2020;69:496–498. DOI: https://dx.doi.org/10.15585/mmwr.mm6916e1external icon.
  • Zeng F, Lerro C, Lavoué J, et al, Occupational exposure to pesticides and other biocides and risk of thyroid cancer, Occupational and Environmental Medicine 2017;74:502-510.
  • COVID-19 e intossicazioni: la metformina preoccupa più di gel e detergenti

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Giovanni Trianni

Infermiere presso DSM ASL Lecce. Docente, Formatore e Tutor. Master in infermieristica legale forense, Master in Management per Funzioni di Coordinamento delle Professioni Sanitarie, Master in Psicologia Investigativa e Scienze Criminali. Membro APSILEF. I suoi lavori spaziano nella sfera dell'infermieristica legale forense con uno sguardo attento alla responsabilità professionale, al diritto del lavoro, al rischio clinico, alla malpractice fino alla cronaca sanitaria.

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