Notizie primo piano

Afghanistan, sospeso l’invio dall’Italia dei farmaci plasmaderivati

Il Centro nazionale sangue segnala lo stop per una spedizione destinata a circa 300 bambini con emofilia e altre malattie emorragiche congenite.

La crisi afghana ha fermato l’invio dall’Italia dei farmaci plasmaderivati destinati a circa 300 bambini affetti da emofilia e altre malattie emorragiche congenite (Mec). Lo segnala in una nota il Centro nazionale sangue (Cns), ricordando che da diversi anni è attivo un programma di cooperazione tra i due Paesi per l’invio di farmaci realizzati grazie al plasma di donatori italiani.

A giugno 2021 era previsto l’invio di un carico con 6 milioni di fattore VIII e due milioni di unità di fattore IX della coagulazione. La spedizione era destinata a un centro specializzato dell’ospedale Indira Gandhi di Kabul e a una struttura di nuovo allestimento a Herat, nella parte occidentale del Paese.

lass="ampforwp-incontent-ad ampforwp-incontent-ad1" type="adsense"data-loading-strategy="prefer-viewability-over-views" width="100vw" height=320 data-ad-client="ca-pub-6770255177958859" data-ad-slot="2300043726" data-auto-format="rspv" data-full-width>

“L’impegno nei programmi di cooperazione internazionale a fini umanitari, che permettono di inviare medicinali salvavita e di condividere know how con Paesi e pazienti che ne hanno bisogno è, tra le tante attività in cui è impegnato il Cns, una di quelle che mi rende più orgoglioso – commenta il direttore del –. Il nostro auspicio è che a breve si possano ricreare le condizioni che permettano un invio sicuro di plasmaderivati, perché da essi potrebbero dipendere la salute e anche la vita di centinaia di pazienti”.

Nel corso di vari programmi di cooperazione, attivi già dal 2009, l’Italia ha contribuito a dotare l’Afghanistan di alcune infrastrutture idonee al trattamento dell’emofilia e di altre malattie emorragiche congenite, a cominciare dall’apertura di un apposito centro diagnostico presso l’ospedale Estelqal di Kabul. Il primo invio di plasmaderivati risale al 2013.

Negli anni anche altri Paesi hanno beneficiato dei programmi di cooperazione. Oltre 61 milioni di unità di plasmaderivati sono state inviate a El Salvador, Albania e Armenia. Attualmente, dopo una serie di rinvii dovuti alle restrizioni derivanti dall’emergenza Covid, il Centro nazionale sangue è impegnato in Palestina, non solo tramite l’invio di fattori di coagulazione, ma anche con un progetto pilota chiamato Haemo-PAL , finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo e finalizzato al potenziamento dei centri clinici per la diagnosi e la cura delle malattie emorragiche congenite.

Redazione Nurse Times

Redazione Nurse Times

Leave a Comment
Share
Published by
Redazione Nurse Times

Recent Posts

Citomegalovirus, Fda approva il farmaco maribavir 

Si tratta del primo trattamento per pazienti con infezione post-trapianto che non rispondono agli antivirali.…

01/12/2021

Mieloma multiplo, disponibili anche in Italia gli anticorpi farmaco-coniugati

GSK annuncia l'arrivo di belantamab mafodotin, una delle “armi” intelligenti contro la seconda neoplasia ematologica…

01/12/2021

Campobasso, nuova piattaforma interventistica guidata da immagini attiva al Gemelli Molise

Il dispositivo, chiamato Azurion, permette una visione più accurata, esponendo il paziente e il personale…

01/12/2021

Austria, pugno duro contro i no vax: multe salatissime in vista

Oltre all'obbligo vaccinale, che scatterà il 1° febbraio, il governo di Vienna intende introdurre sanzioni…

01/12/2021

Frosinone, detenuto simula suicidio e aggredisce infermiere

L'episodio, riferito dal segretario generale di Fns Cisl Lazio, è avvenuto in carcere. Dopo aver finto…

01/12/2021

Sanità, Nursing Up De Palma: «Sos contagi operatori sanitari: 3929 nuovi casi negli ultimi 30 giorni. 107 infermieri ogni 24 ore si infettano»

Sanità, Nursing Up De Palma: «Sos contagi operatori sanitari: 3929 nuovi casi negli ultimi 30…

01/12/2021